Impianto rifiuti ex Silva a Montecchio Precalcino: Vicenza in Comune e Italia Nostra alzano il tiro: “Progetto a rischio ambiente e salute”

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Un'immagine dei terreni delle attività della Silva (video Marco Milioni, VicenzaToday)

Il progetto per la realizzazione a Montecchio Precalcino di un impianto destinato al trattamento di rifiuti pericolosi chimici, sanitari e ospedalieri infettivi e non, provenienti da tutto il Triveneto, nell’ex area Safond Martini da parte di Silva Srl, continua a destare profonda preoccupazione nel territorio.

Oggi, due importanti voci critiche, il Gruppo Consiliare della Provincia di Vicenza “Vicenza in Comune” e Italia Nostra Vicenza, hanno avanzato richieste specifiche alle istituzioni coinvolte.

Il gruppo consiliare provinciale Vicenza in Comune ha presentato un’interpellanza alla Provincia di Vicenza, chiedendo quali azioni l’amministrazione provinciale intende mettere in atto per salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini in merito ai rischi derivanti dalla realizzazione del piano di sviluppo industriale presentato da Silva S.r.l. Chiede inoltre se sono stati avviati contatti con le amministrazioni comunali interessate (Dueville, Villaverla, Sarcedo e Montecchio Precalcino) per valutare le osservazioni presentate e concertare interventi.

Parallelamente, Italia Nostra Vicenza ha manifestato la propria ferma contrarietà al progetto, avanzando le proprie richieste alla Regione Veneto. L’associazione chiede che la zona del sito che comprende l’industria Silva venga tutelata dalla Regione Veneto in modo da impedire l’ampliamento dell’attuale attività e la realizzazione della nuova attività progettata.

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Le criticità del progetto per l’impianto rifiuti a Montecchio Precalcino

Le due associazioni hanno evidenziato una serie di criticità significative legate al progetto di sviluppo industriale di Silva S.r.l., che prevede sia un incremento delle quantità di sabbie da trattare (con una potenzialità di ulteriori 70.000 tonnellate/anno) sia un nuovo impianto per la sterilizzazione dei rifiuti sanitari.

Tra le principali problematiche riscontrate si evidenziano:

  • La collocazione del sito in un’area che interessa la ricarica della falda idrica che alimenta gli acquedotti di Padova, Dueville e Vicenza, e la vicinanza al Sito di Interesse Comunitario del Bosco di Novoledo-Dueville. L’attivazione del nuovo impianto e le criticità già emerse in passato richiedono azioni di controllo e monitoraggio adeguate.
  • Il rischio legato all’effetto dilavazione esercitato dalle precipitazioni su superfici e piazzali esterni. Le acque di dilavazione, potenzialmente contenenti sostanze inquinanti, dovrebbero essere raccolte e trattate in maniera sicura per evitare danni e inquinamenti delle falde idriche in un territorio già molto vulnerabile per la presenza delle risorgive a valle dell’impianto.
  • La presenza di un’area per lo stoccaggio di 50 tonnellate di rifiuti pericolosi sanitari (filtri, solventi, liquidi sanitari, ecc.) nel nuovo impianto. Si ritiene necessario un piano di emergenza dettagliato per la gestione del rischio in caso di eventi straordinari come incendi, forti nubifragi o alluvioni, che potrebbero causare dispersione di sostanze inquinanti.
  • L’impatto sul traffico pesante e sulla viabilità dell’area, in particolare per il comune di Dueville (con la SP 50 che attraversa il centro abitato). Nonostante l’impegno della ditta a ripristinare il raccordo ferroviario, l’afflusso di rifiuti sanitari da tutto il Veneto, Friuli Venezia Giulia e parte della Lombardia comporterà un considerevole aumento del volume di mezzi, rendendo necessario lo studio di una viabilità alternativa che escluda il transito nei centri abitati.

Una vicenda complessa e controversa

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Un’immagine dei terreni delle attività della Silva (video Marco Milioni, VicenzaToday)

La vicenda dell’impianto di Montecchio Precalcino ha una storia lunga e complessa, che vede il sito di via Terraglioni già teatro di attività di trattamento sabbie di fonderia dagli Anni ’80. Questa attività ha in passato causato conseguenze negative sull’ambiente, in particolare rischi per la falda idrica e disagi legati alla dispersione delle polveri, soprattutto durante la precedente gestione Safond. Queste problematiche, secondo “Vicenza in Comune”, sono ben lungi dall’essere risolte.

Le informazioni e le spiegazioni fornite finora da Silva S.r.l. non sembrano aver placato i dubbi delle amministrazioni comunali interessate e dei cittadini. Italia Nostra Vicenza sottolinea, inoltre, come la lavorazione di questi rifiuti in un impianto classificato come “industria insalubre di prima classe” in un sito così delicato sia inaccettabile per il grave rischio di inquinamento sia delle acque che dell’aria. L’associazione ricorda che “una contaminazione delle acque, per quanto oggetto di monitoraggio, non eviterebbe un disastro ambientale e sanitario”, anche perché “un precedente di contaminazione si è già verificato poiché è documentato uno stretto collegamento idrogeologico tra il sito della Silva e le risorgive”.

A ciò si aggiunge il danno al paesaggio e al patrimonio culturale: l’accumulo di 70.000 tonnellate di sabbie da fonderia, quintuplicate rispetto alle attuali 15.000, creerebbe “enormi montagne nere” in un contesto paesaggistico e storico che include Ville storiche, come Villa Forni Cerato attribuita al Palladio e riconosciuta dall’UNESCO, Villa Nievo Borghin e Villa Nievo Bonin Longare. La pressione del territorio, attraverso le osservazioni presentate dalle Amministrazioni comunali (Dueville, Villaverla, Sarcedo e Montecchio Precalcino), resta alta, chiedendo un’attenta considerazione delle problematiche da parte del Consiglio Provinciale per garantire un ambiente sicuro e sano.