Carceri del Triveneto: situazione critica, Sappe e sindacati chiedono più agenti

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correggio carceri Veneto

Le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria denunciano con forza la “situazione critica” nelle carceri del Triveneto.

In un comunicato congiunto, le sigle Sappe, Sinappe, Osapp, Uilpa, Uspp, Fns e Cisl definiscono “irrisoria” l’assegnazione di appena 30 nuove unità al distretto, a fronte di una “drammatica carenza di personale”. Secondo i sindacati, questa situazione è aggravata da nuove aperture e ristrutturazioni che richiedono più risorse.

“Il Triveneto è da anni vittima di una cronica sotto dotazione organica”, affermano i sindacati. Le conseguenze sono chiare: “Istituti al collasso, personale allo stremo, e diritti alla mobilità negati”. Le sigle chiedono con urgenza almeno 200 unità aggiuntive, una revisione dei criteri di assegnazione e l’apertura immediata di un tavolo di confronto nazionale e regionale. Se non arriveranno risposte concrete, i sindacati si dicono pronti a intraprendere “tutte le azioni necessarie per tutelare il personale e garantire la tenuta dei servizi”.

Carceri affollati: la situazione a Vicenza

La situazione di sovraffollamento che affligge il Triveneto trova un allarmante riscontro anche a Vicenza.

Nell’istituto di pena berico, secondo una relazione dell’ULSS competente, al 29 maggio 2025 si contavano 357 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 278 posti. Questo dato, che supera ampiamente la soglia massima, è sintomo di un quadro di degrado che vede anche altre criticità.

Le cucine non sono idonee dal punto di vista igienico-sanitario e le celle per i detenuti in regime di semilibertà risultano anch’esse sovraffollate, confermando un peggioramento generale rispetto agli anni precedenti.