
È morta a 95 anni Anna Falcone, la sorella maggiore del magistrato Giovanni, ucciso nella strage di Capaci. Prima di tre fratelli, Anna aveva contribuito in modo determinante, insieme alla sorella Maria, alla creazione della Fondazione intestata al fratello, portando avanti per decenni la memoria del giudice simbolo della lotta alla mafia.
Sempre caratterizzata da un profilo estremamente riservato, Anna Falcone aveva scelto di manifestare il proprio impegno civile con discrezione, partecipando raramente a interventi pubblici. Uno dei suoi ultimi atti significativi era stato l’incontro con l’ex calciatore Fabrizio Miccoli, al quale aveva concesso il perdono dopo che quest’ultimo le aveva chiesto scusa per le offese rivolte alla memoria del fratello in una conversazione intercettata.
Il cordoglio per la sua scomparsa ha raggiunto immediatamente il Veneto, con le dichiarazioni del Presidente della Regione, Luca Zaia: “Con la scomparsa di Anna Falcone, il nostro Paese perde una figura esemplare di dignità, compostezza e fedeltà ai valori più alti della Repubblica. Il Veneto riconosce in lei un modello di impegno civile e una testimone autentica della lotta alla mafia: una donna che ha vissuto la propria battaglia per la legalità con il silenzio del coraggio”.
Il Governatore ha voluto sottolineare il legame tra il sacrificio della famiglia Falcone e il futuro delle nuove generazioni: “Il sacrificio di questa famiglia, cui l’Italia per bene è sempre vicina, deve continuare a essere esempio, specie fra i giovani, per quanti credono in una società giusta e libera. Perché la memoria delle stragi di mafia non sia solo ricordo, ma testimonianza viva per il futuro”.































