
Pedaggi rincarati dell’1,5% e 4 centesimi in più al litro di accisa per il gasolio, insomma, non è proprio cominciato bene il 2026 per gli autotrasportatori: a sottolinearlo è Igor Sartori, presidente degli Autotrasportatori di Confartigianato Imprese Vicenza, che mette in evidenza come i rincari penalizzino ancora una volta imprese e lavoratori autonomi già alle prese con l’aumento dei costi di gestione,
I 4 centesimi in più di accisa, previsti dalla nuova Legge di Bilancio, riguardano circa 4,2 milioni di veicoli commerciali alimentati a gasolio sotto le 7,5 tonnellate, cioè oltre l’85% del parco circolante. “Di fatto – spiga Sartori – è un aggravio di tassazione. Quella del gasolio è una delle più importanti voci nei bilancio delle nostre imprese, un costo che cercheremo di far pesare il meno possibile sui nostri clienti e sui consumatori”.
Oltretutto, ricorda Sartori, la Legge di Bilancio 2025 aveva già previsto un allineamento graduale tra le accise su benzina e gasolio, ma con variazioni minime, mentre l’aumento di 4 centesimi in un’unica soluzione “pare tutto tranne che una variazione minima”. Di fatto , aggiunge il presidente degli Autotrasportatori di Confartigianato Vicenza, è una misura che rischia di compromettere la competitività delle imprese, che già oggi sopportano le accise più elevate d’Europa: 632 euro ogni 1.000 litri, il 24,9% in più rispetto alla media dell’Eurozona (pari a 506 euro)”.
Per questo Confartigianato ha chiesto al Governo di: “Ritirare o modificare la misura e di tornare a una soluzione di buon senso per tutelare le imprese artigiane del trasporto e l’intero sistema produttivo”.
A rendere la situazione ancora più complessa si aggiungono i rincari sulle autostrade, che ancora una volta colpiscono innanzitutto gli autotrasportatori, che usano il sistema autostradale sul piano professionale. Autostrade sempre più care e non sempre adeguate in termini di sicurezza e di infrastrutture per svolgere la propria attività lavorativa. “Basti pensare – sottolinea Sartori – allo stato dell’A13 e dell’A22 o alla cronica mancanza di aree di sosta attrezzate e sicure”. I rincari, stimati – secondo una nota dell’Autorità di regolazione dei trasporti – dell’1,5 % rispetto al 2025, colpiscono il settore con molte aziende che difficilmente riusciranno ad assorbire i maggiori costi di esercizio. “Eppure quello degli Autotrasporti rimane un comparto vitale per il Paese. Per questo – conclude Sartori-. nei prossimi giorni le rappresentanze di categoria si riuniranno per valutare le iniziative a tutela delle imprese del settore”.


































