
Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed esponente di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale di Vicenza, nonché ex sindaco di Centrodestra, interviene sulle partecipate, con focus specifico sull’attuale Magis, nome rinnovato della precedente Agsm – Aim, nata anni addietro dalla fusione tra le multiutility di Verona e Vicenza. Lo scopo è di portare un attacco diretto all’attuale governo cittadino sull’aumento di tasse
“L’operazione AGSM-AIM non è solo una fusione industriale riuscita, ma un esempio concreto di come una gestione virtuosa delle partecipate possa incidere positivamente sui conti di un Comune e sulle scelte fiscali che ricadono sui cittadini”.
Dal 2019 in avanti, e in modo ancora più evidente dal 2020 con la nascita del gruppo AGSM-AIM, i dividendi riconosciuti al Comune di Vicenza sono cresciuti in maniera strutturale e costante: dai circa 2,3 milioni di euro del 2019 si è arrivati stabilmente a oltre 9–10 milioni annui, con punte superiori agli 11 milioni. Parliamo di risorse vere, che hanno rafforzato il bilancio comunale e garantito margini di manovra anche nei momenti più difficili”, prosegue Rucco.
“È grazie a questo tipo di scelte lungimiranti e strutturali che durante i cinque anni di amministrazione del centrodestra Vicenza non ha mai dovuto ricorrere all’aumento delle tasse per far quadrare i conti. Questa è la differenza tra una gestione responsabile e una gestione che preferisce soluzioni di corto respiro”.
Rucco ribadisce così la contrarietà all’aumento di tasse nel capoluogo berico: “La mia critica all’aumento delle tasse deciso dall’attuale amministrazione del sindaco Possamai parte da questo principio. Quando serve reperire risorse, il centrosinistra sceglie la via più semplice e immediata: mettere le mani nelle tasche dei vicentini. Noi, invece, abbiamo dimostrato che esiste un’altra strada, più complessa ma più giusta, che passa dalla valorizzazione delle partecipate e da scelte industriali solide”.
L’ex sindaco di Vicenza allarga poi, nella sua vesti di vicepresidente del Consiglio del Veneto, lo spettro dell’analisi politico al livello regionale. “Colpisce che a difesa di questa scelta intervenga anche il consigliere regionale Antonio Marco Dalla Pozza, che conosce bene quelle realtà e sa quanto abbiano contribuito, negli anni, non solo a generare utili per il Comune ma anche a garantire occupazione e stabilità. Ignorare questo dato significa eludere il vero tema: come si governa un ente pubblico senza gravare sui cittadini”.
































