Ospedaletto Euganeo (Padova), ancora un morto sul lavoro: 59enne schiacciato da una pressa

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Un operaio di origini albanesi, di 59 anni, è morto mentre stava eseguendo lavori di manutenzione in una pressa per rifiuti a Ospedaletto Euganeo (Padova). Si tratta della seconda morte bianca in Veneto dall’inizio del 2026, dopo il decesso di un autotrasportatore avvenuto lo scorso 5 gennaio a Borgoricco.

L’incidente è avvenuto intorno alle 16 e 30 di ieri, venerdì 10 gennaio 2026, all’interno dell’azienda Sesa-Società Estense Servizi Ambientali spa. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, residente a Sant’Elena (Padova), è rimasto schiacciato all’interno della pressa durante un intervento tecnico. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Este, il Suem 118 e i tecnici dello Spisal dell’Ulss 6 Euganea per i rilievi di legge.

Ruffini (Rifondazione): “Insostenibile catena di omicidi”

Dura la reazione di Daniela Ruffini, segretaria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Padova: “Mentre esprimiamo le nostre condoglianze alla famiglia, denunciamo con forza l’assenza delle misure di sicurezza e dei controlli necessari a impedire che si allunghi questa insostenibile catena di omicidi nei luoghi di lavoro”.

“Nonostante le promesse del governo e della giunta regionale – prosegue Ruffini – anche nel 2025 i morti sul lavoro in Veneto sono aumentati. Le ragioni sono note: precarietà e ricerca del profitto ad ogni costo. Serve una risposta generale, sia sindacale che politica: l’omicidio sul lavoro deve essere previsto in caso di accertate responsabilità delle aziende”.

CGIL: “Padova non deve abituarsi a questa mattanza”

Per Gianluca Badoer (Segretario Generale Cgil Padova) e Maurizio Galletto (Fp Cgil), due morti in una sola settimana sono una cifra inaccettabile: “Morire schiacciati in una pressa durante una manutenzione è un fatto di una gravità inaudita. Chiediamo che si faccia piena luce sulle responsabilità, ma soprattutto pretendiamo che la vita umana sia messa al di sopra di ogni esigenza produttiva”.

I rappresentanti sindacali annunciano prossime azioni di mobilitazione: “Padova non può e non deve abituarsi a questa mattanza. Il tempo delle parole è finito, adesso vogliamo azioni concrete“.

UIL Veneto: “Il 2026 si apre malissimo, basta fatalismo”

Anche Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto, parla di una sconfitta collettiva: “Ancora Padova, ancora un macchinario – una pressa oggi, un compattatore pochi giorni fa – ancora una persona sui 60 anni a perdere la vita. Il 2026 si apre malissimo, è un tragico monito: non possiamo cedere al fatalismo o all’indifferenza”.

“Oltre al cordoglio, proviamo sdegno e rabbia – conclude Toigo –. Chiediamo che la sicurezza sul lavoro diventi la priorità assoluta per tutti: andiamo più lenti, lavoriamo più in sicurezza, diciamo basta”.