Usb sostiene lo sciopero nazionale dei ferrovieri dopo l’uccisione del capotreno Alessandro Ambrosio. Il sindacato denuncia carenze su sicurezza, salari e democrazia sindacale nel Gruppo FS.
L’Unione Sindacale di Base sostiene lo sciopero nazionale dei ferrovieri proclamato dopo l’uccisione del giovane capotreno , avvenuta nei pressi della stazione di Bologna lo scorso 5 gennaio. A ribadirlo è Massimo D’Angelo, responsabile del Lavoro privato di Usb Veneto, che nel suo intervento video in copertina ha espresso il dolore del sindacato per quanto accaduto, collegando il tragico episodio alle condizioni di lavoro all’interno delle aziende ferroviarie del Gruppo FS.
Secondo Usb, la morte di Ambrosio non può essere archiviata come un fatto isolato, ma va inserita in un contesto più ampio di criticità che riguardano la sicurezza e la tutela del personale. «Chiediamo salute, sicurezza e incolumità nei posti di lavoro», sottolinea D’Angelo, indicando come primi responsabili la dirigenza del Gruppo Ferrovie dello Stato, insieme ai governi nazionali e territoriali, chiamati a garantire standard adeguati di protezione per chi opera quotidianamente sui treni e nelle stazioni.
Accanto al tema della sicurezza, Usb punta l’attenzione anche sulle condizioni economiche e organizzative dei lavoratori del comparto ferroviario. Il sindacato rivendica salari adeguati e orari di lavoro sostenibili, denunciando una situazione che, da anni, grava su personale sottoposto a carichi crescenti e a turnazioni sempre più pesanti. Una condizione che, secondo Usb, incide non solo sulla qualità del lavoro, ma anche sulla sicurezza complessiva del servizio.
Un altro nodo centrale riguarda la democrazia sindacale. D’Angelo ricorda come da oltre dieci anni non vengano rinnovate le RSU, le rappresentanze sindacali unitarie, privando i lavoratori di uno strumento fondamentale di partecipazione e di rappresentanza. Una mancanza che, per Usb, contribuisce ad alimentare il distacco tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali confederali, accusate di un silenzio protratto nel tempo su molte delle criticità denunciate.
In questo scenario, il sindacato di base registra un crescente avvicinamento dei ferrovieri a forme alternative di rappresentanza. «I lavoratori, stanchi da anni di immobilismo, si rivolgono ai sindacati di base per la tutela dei propri diritti salariali e normativi», afferma D’Angelo. Lo sciopero nazionale, conclude Usb, vuole essere non solo un momento di lutto e di protesta, ma anche un segnale forte per riportare al centro del dibattito pubblico la sicurezza, la dignità e i diritti di chi lavora nelle ferrovie.




































