

Vicenza non può restare indifferente a quanto sta accadendo in Iran, e non basta nemmeno una generica partecipazione emotiva alle notizie che continuano ad arrivare: per questo il consigliere comunale Giacomo Bez, capogruppo del Partito Democratico, ha depositato una mozione che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale e che ha come obiettivo costruire un segnale unitario della Città di Vicenza di fronte a una tragedia che interroga tutte le coscienze democratiche.
Bez chiede una presa di posizione chiara: “Di fronte a violazioni sistematiche dei diritti umani, alla repressione violenta delle proteste e alla morte di migliaia di giovani che chiedono libertà, democrazia e condizioni di vita dignitose, non possono esserci ambiguità.” Sono temi su cui, continua il consigliere, tutte le forze politiche, e in particolare il Partito Democratico, devono essere chiare, perché nessuna istituzione democratica può rimanere indifferente di fronte al fondamentalismo, politico o religioso. Proprio per questo l’auspicio di Bez è che su questa battaglia di civiltà si possa costruire un consenso ampio, che coinvolga tutto il consiglio comunale e non solo le forze di maggioranza: “Le differenze politiche sono legittime e fondamentali – ribadisce – ma davanti all’ingiustizia, alla negazione delle libertà fondamentali e al sacrificio di migliaia di giovani vite, è necessario saper stare insieme”.
La mozione (qui il testo completo) invita dunque Vicenza, che ha già dimostrato di saper parlare con una voce autorevole sui grandi temi internazionali, a schierarsi apertamente al fianco del popolo iraniano e di quelle donne e di quegli uomini che, con straordinario coraggio, sfidano un regime repressivo pagando spesso un prezzo altissimo. L’appello del capogruppo del Pd è dunque a una mobilitazione corale, di tutte le forze politiche e civiche. Dalla Città di Vicenza deve partire un messaggio chiaro: la libertà non è negoziabile e la difesa della dignità umana ci riguarda tutti. “La repressione della libertà – conclude Bez – le esecuzioni di massa, l’assenza dello stato di diritto e la negazione dei diritti umani non possono mai lasciarci indifferenti, ovunque accadano: in Afghanistan, in Ucraina, in Palestina, in Venezuela o in Iran.”
































