
(Adnkronos) –
La Commissione Europea sta "monitorando attentamente" la situazione relativa all'influenza aviaria, dopo che nelle ultime tre settimane sono stati segnalati ben sessanta nuovi focolai in allevamenti avicoli di diversi Paesi europei. Lo spiega all'Adnkronos una portavoce dell'esecutivo Ue, a fronte del diffondersi anche in Europa della malattia che negli Usa ha provocato, tra l'altro, un forte rincaro delle uova, dovuto agli abbattimenti di massa di galline disposti per cercare di contenere la diffusione del morbo. L'influenza aviaria occasionalmente può passare all'uomo: il virus viene considerato a potenziale rischio pandemico anche per gli esseri umani, se dovesse mutare. Per quanto riguarda la salute umana, continua la portavoce, "monitoriamo attentamente la situazione, per individuare eventuali minacce per la salute umana, che finora l'Ecdc (European Centre for Disease Control, ndr) ha valutato come bassa per la popolazione generale". Dal 23 dicembre a lunedì scorso Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Svezia hanno segnalato complessivamente 60 nuovi focolai di aviaria in allevamenti avicoli. La Commissione sottolinea che finora "non sono state identificate infezioni umane nell'Unione Europea". L'esecutivo sta inoltre "monitorando attentamente" l'evoluzione genetica del virus. Per quanto riguarda la salute animale, la Commissione "supporta le autorità nazionali nella prevenzione, nel contenimento, nel controllo e nell'eradicazione della malattia nel pollame". Esistono, sottolinea, "chiare norme Ue" che devono essere applicate in caso di focolaio di Hpai (influenza aviaria ad alta patogenicità, ndr) negli uccelli domestici o allevati nell'Ue. La Commissione Europea, prosegue la portavoce, è in "costante contatto" con gli Stati membri ed è "pronta a reagire molto rapidamente" qualora la situazione dovesse evolversi. Collabora inoltre "a stretto contatto" con le agenzie dell'Ue (Efsa, Ecdc, Ema), con il laboratorio di riferimento dell'Unione Europea per l'influenza aviaria, con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l'Organizzazione mondiale per la salute animale (Woah) per disporre delle informazioni "più aggiornate".
Per far sì che gli Stati membri possano prevenire e rispondere a possibili focolai, la Commissione sta adottando "contromisure mediche", con tre contratti di appalto congiunto per l'acquisto di vaccini antinfluenzali pre-pandemici e pandemici "già conclusi". Negli Usa, dove si sono verificati casi di contagio all'uomo, i lavoratori degli allevamenti avicoli colpiti non vengono sistematicamente testati, per accertare la positività o negatività al virus (il grado di asintomaticità nell'uomo non è noto). I lavoratori non vengono sistematicamente testati neppure in Europa: "Secondo il protocollo di indagine sui casi umani, nell'attuale situazione epidemiologica – risponde la portavoce – l'Ecdc raccomanda che gli individui esposti ad animali infetti siano monitorati per 10-14 giorni dopo l'ultima esposizione e sottoposti immediatamente a test se sviluppano sintomi compatibili con l'influenza aviaria". Il test, specifica, "può essere preso in considerazione anche per gli individui asintomatici esposti all'influenza aviaria, caso per caso, a seconda del livello di esposizione". I Paesi "dispongono di diverse strategie di test".
Le strategie di vaccinazione, continua, costituiscono una parte "importante" degli sforzi di preparazione e risposta. Secondo il quadro di riferimento per lo scenario influenzale pre-pandemico dell'Ecdc, nell'attuale situazione epidemiologica, la vaccinazione contro l'influenza aviaria zoonotica negli individui esposti, per motivi professionali o di routine, ad animali infetti o ad ambienti contaminati "potrebbe essere considerata una misura preventiva complementare", a seconda di considerazioni specifiche del contesto e sulla base delle raccomandazioni nazionali. Nel caso in cui venga rilevato un focolaio tra gli uccelli, nell'Ue devono essere applicate, per legge, una serie di misure. Non appena l'Hpai viene rilevata nei volatili domestici o allevati, devono essere adottate "misure di eradicazione immediate", insieme a misure per prevenire e controllare la diffusione della malattia. Le misure obbligatorie devono essere attuate negli stabilimenti infetti "il prima possibile". Gli animali devono essere "abbattuti e smaltiti in modo sicuro". Mangimi, attrezzature contaminate e letame devono essere "distrutti" o "trattati per inattivare il virus". La Commissione definisce inoltre zone soggette a restrizioni nella regionalizzazione/zonizzazione dell'Ue per l'Hpai. La regionalizzazione/zonizzazione dell'Ue (che separa le zone indenni da malattia da quelle infette) viene regolarmente pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Ue come misura di emergenza, in relazione ai focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità in alcuni Stati membri. Le autorità nazionali, inoltre, devono applicare restrizioni alla circolazione per quanto riguarda lo stabilimento infetto e gli altri stabilimenti situati nella zona soggetta a restrizioni. Se necessario, le misure di abbattimento possono essere estese anche agli allevamenti avicoli nelle vicinanze o agli allevamenti che hanno avuto contatti pericolosi con un allevamento infetto. Inoltre, prosegue la portavoce, il Comitato per la sicurezza sanitaria dell'Ue (Css) tiene "riunioni periodiche" per discutere le misure di prevenzione e preparazione contro l'influenza aviaria, talvolta insieme alle autorità veterinarie dell'Ue. La Dg Sante gestisce una piattaforma, il Sistema di allerta precoce (Ewrs), che consente agli Stati membri di inviare avvisi su potenziali minacce transfrontaliere, di scambiare messaggi sulle misure di sanità pubblica e di effettuare potenzialmente il tracciamento dei contatti. Qualsiasi caso umano di Hpai deve essere segnalato alla Commissione tramite l'Ewrs.
Tre vaccini (Aflunov, il vaccino pre-pandemico Seqirus e Celldemic) contro l'influenza aviaria sono autorizzati all'immissione in commercio nell'Ue. Questi vaccini possono essere utilizzati al di fuori dei periodi pandemici per proteggere dalla malattia. Inoltre, aggiunge la portavoce, esistono quattro vaccini antinfluenzali pandemici (Adjupandrix, Foclivia, Incellipan e il vaccino antinfluenzale pandemico H5N1 AstraZeneca) basati sulla tecnologia dei vaccini antinfluenzali stagionali e testati con i virus H5N1 per l'immunogenicità. In caso di pandemia, il produttore deve adattare il vaccino originale al ceppo effettivamente circolante e quindi richiedere l'autorizzazione del vaccino risultante come vaccino pandemico definitivo.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)































