È il Blue Monday, psichiatra ‘data simbolica ma con un fondamento reale’

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(Adnkronos) – Non esistono prove scientifiche solide che dimostrino che il Blue Monday – il terzo lunedì di gennaio – sia davvero il giorno più triste dell'anno. Tuttavia, "questa affermazione è vera solo in parte. Un fondamento reale c'è, ma non riguarda una singola giornata: riguarda piuttosto una finestra temporale che va da dicembre a febbraio", spiega all'Adnkronos Salute Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) ed ex presidente della Società italiana di psichiatria (Sip). In questi mesi invernali, sottolinea lo psichiatra, "si osserva un aumento della cosiddetta sindrome della tristezza invernale, che può manifestarsi con disturbi affettivi stagionali soprattutto nelle persone più vulnerabili e sensibili. Si tratta di forme di depressione stagionale che colpiscono circa il 3,5% della popolazione – precisa Mencacci – mentre nelle forme più lievi si può arrivare fino all'11%. Le donne sono le più colpite, con un rapporto che può arrivare anche a 4 a 1". Le cause principali sono legate alla riduzione della luce naturale. "Con meno luce – illustra lo specialista – si alterano i ritmi sonno-veglia. In inverno il sonno è spesso meno ristoratore, aumenta la stanchezza" e si verificano cambiamenti nei neurotrasmettitori: "Diminuisce la serotonina e aumenta la melatonina, che provoca sonnolenza". A questi fattori si associano "rallentamento psicomotorio, senso di torpore, abbassamento dell’umore, apatia, stanchezza e malinconia". Tra i consigli per contrastare questi effetti, lo psichiatra suggerisce di "mantenere una regolare attività fisica, esporsi il più possibile alle poche ore di luce disponibili durante la giornata ed evitare l'uso di computer e smartphone prima di andare a dormire, per favorire un sonno di migliore qualità". 
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