
Il tema dell’accoglienza e della gestione dei senza fissa dimora torna al centro del dibattito politico a Vicenza. Il consigliere di quartiere e dirigente cittadino di Fratelli d’Italia, Nicolò Aldighieri, interviene con durezza sulla strategia della giunta di centrosinistra riguardo alla chiusura dell’Albergo Cittadino.
La struttura dovrà essere abbattuta per lasciare spazio ai cantieri della Tav, e l’amministrazione comunale ha recentemente annunciato la conclusione dei lavori all’edificio di via dei Mille 32, destinato all’housing sociale proprio per fronteggiare l’emergenza abitativa che colpisce la città.
Sulla chiusura dell’albergo cittadino, Aldighieri critica l’impostazione scelta dal Comune e chiede maggiore chiarezza sul destino dei senza dimora cronici. Secondo l’esponente di centrodestra, la narrazione della giunta Possamai sarebbe rassicurante ma decisamente incompleta.
“Nel racconto che accompagna la chiusura dell’albergo cittadino l’amministrazione sceglie la solita narrazione rassicurante, ma incompleta. Si insiste sulle famiglie fragili e sui percorsi di housing sociale, ma l’albergo cittadino non ospitava solo famiglie, ma anche numerosi senza dimora singoli”.
Questa distinzione è ritenuta fondamentale dal dirigente di Fratelli d’Italia. “Le soluzioni annunciate sembrano pensate quasi esclusivamente per i casi più facilmente inseribili in percorsi strutturati. Sui senza dimora cronici, invece, manca una risposta chiara: dove andranno e chi li seguirà”?
Nel suo intervento, Aldighieri richiama anche i precedenti delle amministrazioni Variati, citando le soluzioni emergenziali come i container di battaglione Framarin. Secondo il consigliere, quelle politiche non hanno ridotto il fenomeno, ma lo hanno solo frammentato sul territorio comunale.
A preoccupare sono anche situazioni irrisolte nel centro storico, dove l’accattonaggio è sempre più diffuso, e in quartieri come San Pio X. In particolare, nell’area del centro anziani “La Rondine”, la presenza stabile di persone in difficoltà rappresenterebbe una criticità mai risolta dal Comune.
“Se già oggi l’amministrazione fatica a governare situazioni circoscritte, cosa accadrà quando i senza tetto verranno “ricollocati” nei quartieri senza una strategia chiara?”, incalza Aldighieri, puntando il dito sulla mancanza di trasparenza nei dati aggiornati forniti dal sindaco Possamai.
Finché mancheranno risposte su quanti sono i senza dimora singoli a Vicenza e quanti vengono realmente presi in carico, parlare di soluzione sarà prematuro. Chiudere una struttura senza chiarire il destino dei soggetti più problematici significa solo spostare il problema.







































