
Il passaggio della Fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 in provincia di Vicenza sta suscitando grande entusiasmo, con pubblico plaudente che accompagna il passaggio dei tedofori la cui scelta, almeno qui, non sembra aver suscitato particolari perplessità. Oltre al grande entusiasmo di ieri in Piazza dei Signori a Vicenza, tra lo spirito di accoglienza di Bassano del Grappa e le diecimila persone in piazza a Schio, si segnala una originale iniziativa degli Alpini di Campedello che ricordano Cortina 1956: ebbene, anche allora gli alpini diedero una grossa mano all’organizzazione, come sta avvenendo oggi.
A Campedello la torcia storica

Le Olimpiadi erano già arrivate a Cortina nel 1956, e in occasione dell’arrivo nel Vicentino della fiaccola delle Olimpiadi di quest’anno, il Gruppo Alpini di Campedello ha incontrato gli allievi della locale scuola elementare “P.E. Negri”, ai quali ha presentato la fiaccola olimpica utilizzata settant’anni fa, ai “VII Giochi olimpici invernali Cortina 1956”.
Ai ragazzini, attenti e curiosi, gli alpini hanno raccontato sia la storia dei Giochi sia il lavoro fatto dagli alpini nell’organizzazione della Olimpiade di Cortina 1956. Gli Alpini giocarono un ruolo cruciale contribuendo alla logistica (trasporti e movimentazione materiali, preparazione dei campi di gara, installazione di tende, baracche e punti di ristoro), alla sicurezza (servizio d’ordine e soccorso alpino) e al supporto tecnico in condizioni climatiche e ambientali complesse. Il loro contributo fu celebrato nel rapporto ufficiale del CONI del 1957, che ringraziava esplicitamente tutte le forze coinvolte nell’organizzazione. E ancora oggi la situazione non è cambiata, con 1200 volontari Alpini che hanno già dato la disponibilità all’organizzazione….
Naturalmente per i bambini una grande emozione è stata poter toccare un cimelio olimpico importante come la torcia, che è stata regalata al gruppo dall’ufficiale alpino Valerio Vicari, che fu tra gli alpini impegnati nel 1956.

Bassano del Grappa, il braciere in Piazza Libertà

Migliaia di persone hanno affollato le strade e le piazze di Bassano del Grappa per salutare il passaggio della Fiamma Olimpica, applaudendo la festosa carovana, partita da Villa Ca’ Rezzonico e giunta in Piazza Libertà per l’accensione del braciere olimpico, prima di proseguire verso Palazzo Sturm, il Ponte degli Alpini, viale dei Martiri e viale delle Fosse.
Commosso e soddisfatto il sindaco Nicola Finco, che ha sottolineato lo spirito di accoglienza e il calore della città del Grappa: “Ringrazio tutto il pubblico che si è unito a questo momento di festa, e in particolare le scuole che hanno affollato Piazza Libertà, gli Alpini che hanno salutato la fiamma sul Ponte e tutti i volontari che hanno contribuito al successo di un momento storico per la città”.
Una giornata che sarà ricordata a lungo, ha fatto eco il Vice Sindaco e Assessore allo Sport Mariano Scotton: “Sono stati premiati gli sforzi organizzativi che abbiamo messo in campo a supporto della Fondazione Milano Cortina 2026. La città ha dato la migliore risposta, dimostrando come le olimpiadi siano capaci, come pochi altri eventi, di unire le persone all’insegna della festa e dei migliori valori dello sport”.
Schio in festa, oltre 10mila persone lungo il percorso

Il passaggio della Fiamma Olimpica per Schio ha visto oltre 10.000 persone lungo il percorso, tra cui 2.000 studenti delle scuole del territorio, che hanno accolto il convoglio delle 14 staffette in un clima di festa partecipata e ordinata. Prima tedofora di giornata è stata Caterina Cocco, atleta del pattinaggio di Altissimo, che ha dato ufficialmente il via a un percorso scandito da volti, storie ed esperienze diverse. La più giovane del gruppo è la 17enne Chiara, studentessa del Polo scolastico di Schio, simbolo di una generazione che guarda allo sport come spazio di crescita, impegno e opportunità. In piazza Statuto il testimone è passato allo chef Lorenzo Cogo, 39 anni, tra i più giovani ad aver conquistato una stella, poi si sono alternati vari tedofori, tra cui Francesca Ferrato, da Padova, Andrea Campanini e a chiudere la staffetta scledense un emozionatissimo Roberto Dori, 71 anni, ex atleta del pattinaggio e profondamente legato a Schio. Nessun intoppo durante la manifestazione, grazie a un’organizzazione puntuale e a un imponente lavoro di squadra: in campo 20 agenti della Polizia Locale e 63 volontari.
Il sindaco Cristina Marigo ha elogiato la risposta di Schio all’evento: «Vedere così tante persone, famiglie e soprattutto studenti partecipare con entusiasmo è stato emozionante. È la dimostrazione di una città viva, capace di accogliere e di condividere i valori più autentici dello sport». L’assessore allo Sport Aldo Munarini ha parlato di vera festa della comunità, in cui lo sport ha parlato il linguaggio dell’inclusione e della passione: «Un applauso a tutta la città per la risposta straordinaria e a chi ha lavorato dietro le quinte per rendere possibile una giornata così.”.





































