
Non si placa la tempesta politica attorno al progetto Silva per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi a Montecchio Precalcino. Dopo le rassicurazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, che ha ipotizzato la chiusura dell’analisi sulle aree di salvaguardia entro aprile, il centrosinistra veneto passa al contrattacco.
L’accusa è chiara: la tempistica regionale sarebbe un “gioco di rinvii” pericoloso, capace di lasciare campo libero all’autorizzazione dell’impianto prima che i vincoli di tutela siano effettivamente operativi.
Per Carlo Cunegato (capogruppo Avs in Regione) e Mattia Pilan (consigliere provinciale Avs), l’annuncio della Regione è un “ritardo clamoroso“. I due esponenti sottolineano come il Consiglio di Bacino Bacchiglione abbia già individuato le aree di salvaguardia dei pozzi di Villaverla e Dueville, dichiarandole assoggettate a vincolo per il principio di precauzione.
“L’assessora Venturini non può limitarsi a promettere un’analisi entro aprile mentre è in corso la procedura per un impianto di rifiuti pericolosi in un’area così delicata”, attacca Cunegato. Sulla stessa linea Pilan, che ha depositato una domanda di attualità in Provincia di Vicenza (Gruppo Vicenza in Comune) per chiedere al presidente Andrea Nardin di bloccare la Conferenza dei Servizi: “È necessario sospendere ogni passaggio amministrativo finché il quadro normativo non sarà completo. Qui si tratta di proteggere l’acqua potabile di migliaia di cittadini”.
Ancora più duri i consiglieri regionali del Partito Democratico Antonio Dalla Pozza, Chiara Luisetto e Andrea Micalizzi, che definiscono “inaccettabile” la posizione di Palazzo Balbi. Secondo i dem, esiste uno scollamento temporale studiato tra la decisione della Provincia e i tempi della Regione.
“Mentre la Commissione VIA della Provincia di Vicenza si appresta a esprimersi entro fine gennaio, le aree di salvaguardia vengono rinviate a primavera – incalza Dalla Pozza -. In questo modo si consente che l’ampliamento vada avanti prima che esistano le tutele. La Regione fa come Ponzio Pilato: rimanda e intanto si lava le mani”.
Andrea Micalizzi solleva inoltre un caso istituzionale sul coinvolgimento di Padova: “L’acqua dei pozzi di Villaverla viene bevuta sia nel Vicentino che nel Padovano, eppure Padova, proprietaria di alcuni pozzi, non è stata coinvolta nella Valutazione di Impatto Ambientale. È un vizio gravissimo che rende il procedimento inaccettabile”.
Le richieste sono dunque chiare: Sospensione immediata della Conferenza dei Servizi in Provincia di Vicenza, approvazione perentoria (e non ipotetica) delle aree di tutela entro aprile, riavvio dell’iter con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, inclusi i Comuni del padovano che attingono alla stessa falda.


































