
Il braccio di ferro sul nuovo impianto Silva di rifiuti pericolosi e non a Monteccchio Precalcino si arricchisce di un capitolo decisivo. Dopo il vertice in Regione e le pressioni di sindaci e comitati, il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, interviene con estrema risolutezza per chiarire i margini di manovra dell’ente di via Gazzolle.
Intervistato a margine dell’incontro con l’assessore regionale Elisa Venturini, Nardin ha respinto con una metafora efficace l’ipotesi di uno stop preventivo alla procedura amministrativa. “La sospensione della conferenza dei servizi? È come se io mi mettessi in mezzo a viale della Pace a fermare le macchine”, ha dichiarato il Presidente, citato da Il Corriere del Veneto.
“Bisogna capire che c’è un iter tecnico che deve procedere, se uno ha il diritto di fare una casa in un certo posto non è che il sindaco possa impedirlo. A che titolo posso sospendere un iter organizzativo?”, ha incalzato Nardin, sottolineando come la Provincia non possa agire in assenza di basi giuridiche certe.
Uno dei punti di maggiore attrito riguarda le aree di salvaguardia dei pozzi acquedottistici di AcegasApsAmga. Mentre i territori chiedono di aspettare la nuova perimetrazione regionale, Nardin frena: “Non posso sospendere perché non so quali saranno i limiti temporali per quanto riguarda il parere sulle aree di salvaguardia. Silva non è in prima fascia, non è in stretta salvaguardia”.
Questa posizione, tuttavia, sembra entrare in parziale contrasto con quanto dichiarato nei giorni scorsi dalla stessa Elisa Venturini, che aveva indicato in aprile il termine probabile per il completamento delle analisi regionali. L’assessore aveva infatti assicurato: “Concluderemo l’analisi nel più breve tempo possibile per offrire un quadro chiaro e fondato sugli eventuali impatti ambientali”.
Nardin non ha risparmiato critiche nemmeno ai membri del Consiglio Provinciale e agli oppositori del progetto, accusandoli di scarsa preparazione tecnica. “Tutti chiacchierano e nessuno va a leggere le carte”, ha affermato con durezza.
“Qualcuno dice che non c’è l’impianto di depurazione delle acque, quando è previsto nell’integrazione di variante l’impianto di decantazione che toglie gli olii. Quantomeno i consiglieri provinciali dovrebbero leggerseli i progetti”. Il Presidente ha poi ribadito che la competenza resta esclusivamente in capo a Vicenza: “La Regione ha detto che l’iter deve essere seguito da noi, nonostante le pressioni dei sindaci di Padova”.
Dal canto suo, l’assessore Venturini invita alla calma e al rispetto dei ruoli, definendo il percorso “complesso e delicato” e ribadendo che le valutazioni tecniche terranno conto di tutte le conseguenze, incluse quelle sui comuni padovani. “Polemiche e strumentalizzazioni non servono e non fanno il bene dei cittadini”, ha concluso la titolare dell’Ambiente.


































