
Ammonta a 34 milioni di euro il valore della transazione concordata fra i commissari liquidatori di Veneto Banca e gli amministratori dell’ex istituto di credito in merito all’azione di responsabilità per il crac della banca. Lo si apprende da fonti di stampa, che hanno svelato i dettagli economici dell’accordo.
Alla diffusione iniziale della notizia dell’avvenuta intesa, infatti, l’ammontare della transazione non era stato divulgato. La cifra era stata considerata secretata, come emerso durante l’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. Il presidente della commissione, il senatore vicentino di Forza Italia Pierantonio Zanettin, apprendendo la scelta della riservatezza dai commissari Giuliana Scognamiglio e Giuseppe Vidau, aveva acconsentito pur esprimendo perplessità, poiché “si vedrà comunque nel bilancio”, aveva detto.
Nelle ultime ore, dunque, sono emersi gli elementi dell’intesa che – dopo 8 anni – chiude uno dei principali filoni giudiziari sul fallimento dell’ex istituto di Montebelluna. La somma di 34 milioni di euro è stata coperta in parte direttamente dagli ex amministratori e in parte dalle compagnie assicurative.
Il verbale di conciliazione giudiziale su Veneto Banca è stato firmato lo scorso 13 gennaio presso il Tribunale delle imprese di Venezia. Il provvedimento dettaglia la ripartizione dei pagamenti per i 17 dirigenti coinvolti e le relative assicurazioni. Tra i nomi di spicco figurano l’ex direttore generale Vincenzo Consoli, per il quale la quota è di 350mila euro, e l’ex presidente Flavio Trinca, con 150mila euro.
L’importo più rilevante a carico di un singolo individuo riguarda l’ex consigliere di amministrazione Gianfranco Zoppas, la cui quota transattiva ammonta a 11,3 milioni di euro.


































