
Hai usato ChatGPT gratis per mesi. Ti sei affezionato. Ci hai affidato ricerche, idee, perfino testi di lavoro. Ora OpenAI ti dice: ‘Vogliamo inserirti la pubblicità. Ma tranquillo, l’esperienza resterà la stessa”.
Ti suona familiare? Dovrebbe.
È la stessa promessa che hanno fatto Facebook, Google, YouTube. Sappiamo com’è andata a finire.
Ma facciamo un passo indietro. Facciamo finta che questa storia l’abbiamo già sentita.
Il racconto è del 1810.
“Dopo aver vagato a lungo nel bosco, due bambini, Hänsel e Gretel vengono guidati da un passerotto in una radura in cui sorge una piccola casa, che con meraviglia scoprono essere fatta interamente di dolci. Spinti dalla fame, i due ne staccano dei pezzi e li mangiano, finché non vengono sorpresi da un’anziana signora uscita dalla casa. Molto affabile, questa li invita a entrare e i bambini accettano con gratitudine; la donna offre loro un’ottima cena e li fa coricare in morbidi letti. Il mattino dopo…”
Cosa sta succedendo?
OpenAI ha annunciato l’introduzione di formati pubblicitari dentro ChatGPT (soprattutto nel tier gratuito e in quello “Go”), avvicinandosi al modello tipico di Meta, Google e molte app social.
Commentatori e ricercatori parlano di inizio di “enshittification” (“merdificazione”…, ndr) di ChatGPT che potremmo riassumere in 6 punti:
- Lancia qualcosa di veramente utile di cui le persone imparano rapidamente a fidarsi.
- Scala rapidamente costruendo un’enorme base di utenti coinvolti e raccogliendo i dati comportamentali che ne derivano.
- Lascia che il prodotto diventi parte delle abitudini quotidiane al lavoro, a scuola e a casa.
- Introduce gradualmente gli annunci pubblicitari per rendere il prodotto più attraente per inserzionisti e partner, degradando al contempo l’esperienza utente.
- Controlli e spiegazioni chiare diventano più difficili da trovare, poiché le impostazioni predefinite favoriscono sempre più gli obiettivi di fatturato della piattaforma.
- Presenta gli annunci come un’evoluzione naturale del prodotto, rassicurando al contempo gli utenti che la loro esperienza e privacy rimangono invariate.
Adesso prova a rileggere l’estratto della storia di Hänsel e Gretel. Appunto.
Il copione in pratica?
Facebook:
- 2004: Connetti gli amici! Gratis!
- 2012: Timeline organica, vedi i post di chi segui
- 2016: Algorithm feed, vedi cosa Facebook vuole tu veda (e tanta pubblicità)
- 2024: Per ogni 3 post dei tuoi amici, 7 sono ads o contenuti promossi
Google Search:
- 1998: Risultati pertinenti, niente pubblicità
- 2005: Piccoli annunci testuali in alto
- 2024: Metà schermo sono ads, molti risultati organici sono SEO spam
Tradimento, inganno, slealtà di ChatGpt?
Ufficialmente OpenAI, che ha sviluppato ChatGpt, parla di ‘evoluzione della struttura’ per sostenere la missione originaria. (https://openai.com/index/why-our-structure-must-evolve-to-advance-our-mission/)
Ufficialmente Meta diceva che Instagram non avrebbe mai avuto pubblicità.
Ufficialmente YouTube Premium doveva eliminare TUTTE le interruzioni pubblicitarie (ora ha ‘pause sponsorizzate’).
Ufficialmente siamo ancora in grado di pensare e farci un’opinione propria. Per ora.
OpenAI afferma che per rendere i servizi di AI “ampiamente disponibili a tutta l’umanità” servono oggi centinaia di miliardi, e in prospettiva anche trilioni di dollari, quindi è necessario attrarre capitali in modo più simile a una big tech che a un semplice laboratorio non‑profit.
È vero. Addestrare modelli richiede investimenti miliardari in GPU, energia e data center.
C’è un però. Anzi due.
#1: La missione tradita L’ideale iniziale di OpenAI parlava di mitigare la concentrazione di potere e favorire un ecosistema decentralizzato. L’alleanza con Microsoft, la chiusura progressiva dei modelli, e ora il modello ads-driven spingono verso l’esatto opposto: concentrazione di potere e dati in pochissime mani.
Sam Altman ha trasformato un non-profit in una delle startup più valorizzate al mondo ($157 miliardi). Difficile chiamarlo tradimento quando è semplicemente… capitalismo.
#2: La pubblicità cambia sempre il prodotto ‘La pubblicità non cambierà le risposte’, promettono.
Dove l’abbiamo già sentito?
- Google: ‘Gli ads non influenzeranno i risultati di ricerca’ → Oggi SEO e ads dominano i risultati
- Facebook: ‘Vedrai sempre i post dei tuoi amici’ → Oggi l’algoritmo decide cosa vedi
- YouTube: ‘Gli ads saranno discreti’ → Oggi 2-3 ads prima dei video, interruzioni multiple
Un sistema che deve massimizzare i profitti per utente non può restare neutrale. È matematicamente impossibile.
Cosa succederà?
Il futuro nessuno di noi lo conosce.
Quello che sappiamo (attenzione spoiler!) è come continua la fiaba: “Il mattino dopo, quando i protagonisti si risvegliano, la vecchia svela la sua vera natura: si tratta di una terribile strega, che, sfruttando come esca la sua casa di golosità, cattura i bambini per poi divorarli.”
Hänsel e Gretel ci suggeriscono come arrivare ad un lieto fine. Altro spoiler: non aspettano che la strega cambi idea. Ma questa è un’altra storia che dipende da ognuno di noi.




































