
Lunedì 26 gennaio il Consiglio provinciale di Vicenza discuterà una domanda di attualità sul progetto Silva. Il Comitato Tuteliamo la Salute sarà presente e chiede di sospendere l’iter in attesa delle aree di salvaguardia, a tutela delle risorse idropotabili.
MONTECCHIO PRECALCINO – Sale l’attenzione attorno al progetto industriale Silva e al suo iter autorizzativo. Lunedì 26 gennaio, alle ore 14, nella sala consiliare di Palazzo Nievo, il Consiglio provinciale di Vicenza discuterà una domanda di attualità presentata da sei consiglieri di minoranza, chiamando il presidente della Provincia, Andrea Nardin, a rispondere pubblicamente su tempi, scelte e responsabilità legate al procedimento in corso.
Progetto Silva: le questioni da sciogliere in Provincia di Vicenza

A seguire con particolare attenzione la seduta sarà il Comitato Tuteliamo la Salute di Montecchio Precalcino, che ha annunciato la presenza di una propria rappresentanza per ascoltare direttamente le risposte del presidente. Non è prevista alcuna diretta o differita streaming.
Al centro del confronto politico e istituzionale vi sono tre quesiti chiave: se sia già stata fissata la data della prossima Conferenza dei servizi chiamata a esprimere il parere definitivo sul progetto; se, in attesa dell’approvazione delle aree di salvaguardia da parte della Regione Veneto, non sia opportuno sospendere la Conferenza dei servizi e l’intero iter di approvazione; quali iniziative intenda assumere la Presidenza della Provincia per garantire la piena tutela delle risorse idropotabili, tenendo conto delle aree di salvaguardia già individuate dal Consiglio di Bacino Bacchiglione.
Il Comitato Tuteliamo la Salute ribadisce una posizione netta: procedere ora significherebbe ignorare un quadro tecnico e normativo che, a loro giudizio, rende il progetto incompatibile con la vulnerabilità dell’area. Secondo il Comitato, se le aree di salvaguardia fossero già formalmente approvate, il progetto Silva non avrebbe potuto nemmeno essere presentato, risultando di fatto irrealizzabile.
A preoccupare è anche il rischio di un paradosso amministrativo: un’eventuale approvazione anticipata potrebbe consentire al soggetto proponente di accedere a contributi pubblici per adeguarsi successivamente a prescrizioni più stringenti, con un utilizzo di risorse dei cittadini a favore di un progetto privato contestato da esperti, gestori acquedottistici, amministrazioni locali e da una parte significativa della popolazione.
Il Comitato richiama inoltre il principio di precauzione e diverse pronunce giurisprudenziali che invitano a considerare le aree di salvaguardia come già vincolanti quando la vulnerabilità della falda risulta elevata o estremamente elevata, come indicato da analisi tecniche indipendenti.
L’appuntamento di lunedì assume quindi un valore che va oltre la singola risposta politica: per il Comitato è un passaggio decisivo per capire se la Provincia intenda porsi dalla parte della tutela della salute pubblica e dell’acqua potabile o se proseguire un iter che potrebbe aprire la strada a nuovi contenziosi e a un ulteriore conflitto istituzionale.
La richiesta resta una sola, chiara e reiterata: sospendere la Conferenza dei servizi e ogni decisione definitiva fino all’approvazione delle aree di salvaguardia regionali e alla conclusione delle valutazioni in sede europea. Una scelta che, secondo il Comitato, sarebbe non solo prudente, ma doverosa.





































