Naclerio (Fratelli d’Italia): “Studentato salta e centri culturali islamici aumentano, a Vicenza manca una guida politica sul territorio”

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Nicolò Naclerio, consigliere comunale di FdI Vicenza su aggressioni in centro storico
Nicolò Naclerio, capogruppo FdI Vicenza

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Nicolò Naclerio attacca l’amministrazione Possamai: lo stop allo studentato in viale Torino e l’assenza di chiarezza sui nuovi centri culturali mostrano, secondo FdI, una gestione senza visione politica della città.

Dallo stop al progetto di uno studentato in viale Torino fino alle interlocuzioni, giudicate poco trasparenti, su nuovi centri culturali riconducibili alla comunità islamica, per Nicolò Naclerio, appena intervenuto sulle baby gang, emerge un quadro chiaro: a Vicenza manca una guida politica capace di affrontare in modo concreto i nodi della rigenerazione urbana, della sicurezza e della convivenza nei quartieri.

Naclerio (Fratelli d’Italia): studentato saltato e centri culturali islamici

Il caso dello studentato, saltato dopo due anni e mezzo di pratiche, viene definito dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia “emblematico” del modo in cui l’amministrazione comunale gestisce i processi di trasformazione urbana. In una delle aree più problematiche della città, segnata da degrado, occupazioni e spaccio, due professionisti avevano deciso di investire risorse proprie per recuperare un immobile abbandonato, mettere in sicurezza l’area e rispondere a un’esigenza reale: creare nuovi posti per studenti. Un percorso lungo, fatto di incontri, accessi agli atti e confronti con Soprintendenza e uffici comunali, che si è però arenato di fronte alla richiesta di oltre 14 mila euro per circa 40 metri quadrati di residuo stradale abbandonato, valutato – secondo Naclerio – a un prezzo sproporzionato.

Per Fratelli d’Italia non è in discussione il rispetto delle regole, ma l’assenza di buon senso e di visione politica. Una soluzione, spiegano, sarebbe stata possibile attraverso una convenzione con il settore Patrimonio, prevedendo la bonifica e la sistemazione dell’area a carico dei privati in cambio di una valutazione più equa. Così, invece, il risultato è uno studentato in meno, un’area che resta nel degrado e un progetto che finisce nel cassetto, mentre l’amministrazione continua a parlare di Quadrilatero, sicurezza e rilancio urbano.

A questo si aggiunge la seconda iniziativa politica annunciata da Naclerio: una domanda di attualità rivolta al sindaco Giacomo Possamai e alla giunta sulle ipotesi di apertura di nuovi centri culturali islamici in diverse zone della città, tra viale Verona, viale San Lazzaro e l’area industriale. Secondo quanto riportato dalla stampa, il Comune avrebbe avviato interlocuzioni tecniche con le associazioni interessate, senza però rendere pubbliche informazioni su aree, immobili e criteri di valutazione.

Fratelli d’Italia chiede chiarezza: quali immobili sono coinvolti, quali valutazioni preventive siano state fatte su viabilità, parcheggi, sicurezza e impatto sui quartieri, e soprattutto se e come i residenti verranno coinvolti prima che eventuali progetti diventino irreversibili. Viene inoltre sollevato il tema dell’indirizzo politico, ricordando le tensioni generate in passato dal caso del centro culturale di via dei Mille.

“Rifugiarsi dietro le procedure per giustificare i fallimenti politici non basta più – è la posizione di Naclerio –. Quando chi investe nel recupero del degrado viene trattato come un problema e non come una risorsa, il messaggio è chiaro: a Vicenza è meglio non investire”. Per il gruppo di Fratelli d’Italia, senza scelte, coraggio e responsabilità, il rischio è continuare a raccontare una città che non esiste, mentre quella reale resta ferma.