Nursing Up Veneto, le richieste per il nuovo contratto: raddoppio indennità e stop ai turni notturni selvaggi

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Infermieri

In vista dell’avvio delle trattative per il rinnovo contrattuale 2025–2027, il Nursing Up Veneto serra i ranghi e mette nero su bianco le priorità per il comparto. Il tavolo di lavoro regionale, coordinato dal referente Guerrino Silvestrini e con la partecipazione di Gabriele Bergamin per Vicenza, ha elaborato una piattaforma di richieste da trasmettere alla struttura nazionale del sindacato per uscire da quello che viene definito uno stato di “grave sofferenza” della professione.

Le istanze del territorio sono chiare: raddoppio delle indennità per il disagio lavorativo, defiscalizzazione degli straordinari, riconoscimento del lavoro usurante e un tetto massimo ai turni notturni per tutelare la conciliazione tra vita privata e professionale.

Stipendi e indennità: Nursing Up Veneto chiede il raddoppio

Sul piano economico, il Nursing Up Veneto punta a un forte recupero salariale. La proposta prevede il raddoppio delle indennità notturne, festive e di pronta disponibilità, considerate oggi del tutto inadeguate. Per rendere il sistema sostenibile, il sindacato chiede anche la defiscalizzazione delle indennità di disagio e del lavoro straordinario, che attualmente rappresenta lo strumento principale per coprire le carenze di organico.

“Il piano regionale di attrattività non è sufficiente – sottolinea il sindacato – e stipendi non adeguati stanno spingendo molti colleghi ad abbandonare il servizio pubblico”. Tra le richieste figura anche lo stop al demansionamento: gli infermieri non devono più essere utilizzati per coprire compiti spettanti a OSS o personale di segreteria.

Riconoscimento del lavoro usurante e delle aree disagiate

Un punto centrale della vertenza riguarda l’allargamento delle unità operative classificate come “disagiate”. Oltre a rianimazioni e terapie intensive, il sindacato chiede il riconoscimento del carico assistenziale per le aree mediche, geriatriche, cardiologiche e psichiatriche, queste ultime sempre più colpite dal fenomeno delle aggressioni.

Il Nursing Up Veneto torna a ribadire la necessità di inserire formalmente l’attività infermieristica nell’elenco nazionale dei lavori usuranti e propone l’istituzione di un’area di contrattazione separata, seguendo il modello già esistente per la dirigenza medica.

Incentivi per i giovani e formazione

Per incentivare le nuove generazioni, il sindacato chiede la reintroduzione di un quid economico per i tirocini, alleggerendo così le spese delle famiglie degli studenti. Sul fronte della crescita professionale, la proposta prevede l’ampliamento da 24 a 60 ore annue della formazione riconosciuta in orario di lavoro, necessaria per assolvere all’obbligo dei crediti ECM.

Altre richieste includono:

  • Riconoscimento del rischio radiologico per il personale esposto.

  • Introduzione della libera professione intramoenia anche per il personale non medico.

  • Erogazione dei buoni pasto per i turnisti che non possono usufruire della pausa.

  • Monitoraggio quadrimestrale di ferie non godute ed eccedenze orarie.

Questa fase di ascolto territoriale si concluderà con la formulazione di una piattaforma rivendicativa definitiva, con l’obiettivo dichiarato di trasformare le promesse della politica in impegni contrattuali concreti e duraturi.