Caso Pamich a Vicenza, Rucco invita il campione in Consiglio Regionale: “Ripareremo all’errore”

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Abdon Pamich
Abdon Pamich (foto: MilanoCortina2026)

Sulla vicenda della disavventura occorsa ad Abdon Pamich a Vicenza, interviene con fermezza Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e già sindaco del capoluogo berico. L’episodio, che ha visto l’oro olimpico novantaduenne lasciato solo in strada dopo il suo turno da tedoforo, continua a sollevare polemiche e reazioni nelle sedi istituzionali.

“In occasione del passaggio della fiaccola olimpica a Vicenza, Abdon Pamich si è trovato senza alcuna assistenza o accompagnamento, rimanendo di fatto solo in strada, nonostante l’età e il valore umano e simbolico che rappresenta. È un episodio che rammarica profondamente”, ha dichiarato Rucco, sottolineando l’evidente errore organizzativo avvenuto in città.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, quanto accaduto lascia amarezza proprio perché Vicenza è una comunità che solitamente sa esprimere rispetto e gratitudine. Pamich non è considerato soltanto un grande atleta, ma una figura che incarna la storia dell’esodo giuliano-dalmata e di una generazione che ha trasformato il dolore in impegno per il Paese.

“La sua vita è una testimonianza preziosa”, prosegue Rucco, evidenziando come la figura del marciatore istriano meriti un’attenzione ben diversa da quella ricevuta durante la cerimonia berica. Per questo motivo, il vicepresidente ha deciso di passare dalle parole ai fatti con un invito ufficiale di alto profilo istituzionale.

Per riparare allo smacco subito dal campione a Vicenza, Rucco ha invitato formalmente Abdon Pamich a Venezia, presso Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto. L’obiettivo è permettere al marciatore di portare la sua testimonianza in una sede che ne onori il percorso sportivo e la storia personale.

“Mi auguro che questo invito possa essergli gradito e rappresentare un segno concreto di rispetto e attenzione da parte delle Istituzioni”, conclude Rucco. L’iniziativa punta a restituire la giusta dignità a una leggenda olimpica che, per una falla logistica, era stata ignorata proprio nel momento della celebrazione massima.