Banche Venete, dopo transazione si attende svolta sulle “baciate”

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Crac BPVi e Veneto Banca, la rivalutazione della 295 per gli indennizzi alle vittime DDL 1426 crac bancari banche venete baciate
Crac BPVi e Veneto Banca

A otto anni dal crac delle banche venete Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, si intravedrebbe finalmente la fine di uno dei capitoli più intricati e dolorosi della liquidazione: quello delle cosiddette operazioni “baciate”.

Come riportato da Il Corriere del Veneto, nel corso dell’ultima audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, nel corso della quale – lo ricordiamo – è emerso l’avvenuto accordo per la chiusura della transazione tra i liquidatori di Veneto Banca e gli ex amministratori (34 milioni di euro) per il crac dell’istituto di Montebelluna.

Ma, a cospetto del presidente della Commissione, il senatore vicentino Pierantonio Zanettin, si è fatto il punto anche sulla partita delle baciate, che vale ancora centinaia di milioni di euro.

Il tema centrale riguarda i prestiti concessi dalle banche ai clienti a condizione che questi acquistassero azioni degli istituti stessi (operazioni baciate, ndr). Un meccanismo che ha generato un paradosso: oggi i risparmiatori si ritrovano con azioni che valgono zero, ma con debiti verso la liquidazione ancora aperti per 875 milioni di euro.

I possibili sviluppi fanno riferimento a recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione che confermano come illegali queste operazioni anche per le banche popolari. Precedentemente, i liquidatori si trovavano in una posizione difficile: dovevano recuperare il massimo possibile per i creditori, ma si scontravano con la nullità di questi prestiti “forzati”.

Questo permette ai liquidatori (come sottolineato dal commissario di Veneto Banca, Giuseppe Vidau) di procedere con soluzioni più rapide, riconoscendo che i debiti dei cittadini si possono compensare con il valore delle azioni perse, evitando anni di ulteriori battaglie legali.

La schiarita induce al cauto ottimismo: i numeri, infatti, restano pesanti. A Vicenza sono ancora aperti 87 giudizi legali relativi alla sola BPVi, per un valore di circa 240 milioni di euro. In totale, tra le due banche, sono ancora 826 i debitori incastrati in questo meccanismo.

Il senatore Zanettin ha evidenziato come il fenomeno delle “baciate” sia stato particolarmente massiccio nella Popolare di Vicenza, dove i prestiti correlati all’acquisto di azioni rappresentavano oltre la metà degli affidamenti contestati, una situazione che all’epoca non era stata adeguatamente rappresentata nei bilanci.