
(Adnkronos) – Il passaggio di mano delle attività statunitensi di TikTok al gruppo guidato da Oracle ha innescato una migrazione digitale senza precedenti verso UpScrolled. L’applicazione, balzata rapidamente al dodicesimo posto dell’App Store di Apple, sta affrontando una crisi di crescita dovuta a un volume di traffico che ha messo a dura prova l’infrastruttura tecnica, portando gli sviluppatori a dichiarare il temporaneo fuori servizio dei server. I dati confermano la portata del fenomeno: in soli tre giorni i download hanno superato quota 41.000, con una media giornaliera di 14.000 installazioni, un valore quasi trenta volte superiore rispetto alla frequenza registrata prima del cambio di proprietà del social di ByteDance. Le motivazioni alla base di questo spostamento di massa risiedono principalmente nel timore di una gestione editoriale meno trasparente e in possibili manovre di censura. Diverse figure di rilievo nel panorama mediatico statunitense, tra cui la giornalista Taylor Lorenz, hanno pubblicamente annunciato il trasferimento su UpScrolled a seguito dei disservizi tecnici e del clima di incertezza che ha avvolto TikTok dopo l’acquisizione. La nuova proprietà ha attribuito i recenti malfunzionamenti a un’interruzione di corrente in un data center, ma la spiegazione non è bastata a rassicurare una base utenti sempre più scettica sulla direzione intrapresa sotto l’egemonia di Larry Ellison. Nata nel 2025 su iniziativa di Issam Hijazi (tecnologo palestinese con base in Australia), UpScrolled si propone come uno spazio neutrale che garantisce parità di visibilità a ogni contenuto senza ricorrere a pratiche di shadowbanning. La piattaforma integra funzionalità tipiche di Instagram e X, permettendo la condivisione di formati multimediali e testuali in un ambiente che dichiara di voler restare imparziale rispetto alle agende politiche. Non è la prima volta che si assiste a simili ondate migratorie: in passato scenari analoghi avevano favorito l’ascesa di realtà come RedNote, Bluesky e Mastodon, confermando la tendenza degli utenti a cercare rifugio in network indipendenti non appena i colossi del settore entrano in fasi di turbolenza gestionale o ideologica.
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