Giovani Europeisti Verdi contro la presenza degli agenti ICE a Milano-Cortina 2026: “Che fine ha fatto lo spirito olimpico?”

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Non si placano le prese di posizione contrarie alla presenza degli agenti dell’ICE in Italia in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina la cui partenza è sempre più vicina. I Giovani Europeisti Verdi del Veneto, in un comunicato a firma dei portavoce Cristina Mazzolin e Gianluca Zanotti stigmatizzano la gestione approssimativa della situazione anche a livello comunicativo, sottolineando la mancanza di chiarezza: «La presa in giro di cittadini e cittadine da parte degli attori del palcoscenico delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 – sono le parole degli esponenti di GEV Veneto – prosegue senza pudore anche con le dichiarazioni e smentite da parte del Governatore della Lombardia Attilio Fontana. Ci si interroga con sconcerto sulla presenza o meno degli agenti dell’ICE durante i giochi olimpici in partenza il 6 febbraio». Il comunicato usa il verbo proseguire in quanto, sostengono i giovani europeisti, già molte delle promesse sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale di queste olimpiadi invernali non sono state mantenute: «La sostenibilità, decantata a più riprese dal CIO e dal suo stuolo di stakeholders, politici compresi, è stata puntualmente smentita dai fatti e dai numeri. Ma evidentemente non era ancora abbastanza, e adesso sentiamo il terreno scricchiolare anche sotto l’insostenibilità morale di tutta l’organizzazione.»

Secondo i giovani europeisti veneti era già grave la non esclusione dai giochi di Israele, ma accogliere supinamente l’invio delle truppe dell’ICE da parte degli Stati Uniti, anche se esclusivamente impiegate per la sicurezza degli atleti, è inaccettabile.

«Rifiutiamo fermamente – concludono i portavoce del GEV Veneto – che oltre alla distruzione del paesaggio, il danno agli ecosistemi e i debiti spudoratamente lasciati alle comunità locali, dobbiamo assistere alla trasformazione di un momento gioioso e spensierato di condivisione sportiva che dovrebbero essere i giochi olimpici, in una manifestazione dal clima di guerra».