
Per pianificare il proprio domani è opportuno intervenire nel presente, soprattutto in un contesto economico dove il sistema pubblico potrebbe non bastare a garantire il tenore di vita desiderato una volta andati in pensione. In questo scenario è sicuramente consigliabile costruire una rendita alternativa, come un fondo pensione integrativo, che aiuta i risparmiatori italiani ad affrontare più serenamente il futuro. La pensione integrativa non va vista come un semplice salvadanaio per la vecchiaia, ma come una leva fiscale per ottenere benefici immediati.
Il meccanismo alla base della previdenza integrativa è la deducibilità, che non va confusa con la detrazione. Mentre la detrazione agisce sull’imposta fiscale, la deduzione permette di sottrarre i contributi versati direttamente dal reddito complessivo prima che vengano calcolate le tasse. Questo abbattimento della base imponibile si traduce in un risparmio IRPEF che cresce in maniera direttamente proporzionale al reddito del contribuente.
Per l’anno fiscale 2025, la normativa conferma le regole già note: i versamenti destinati alla previdenza complementare possono essere dedotti fino a un tetto massimo di 5.164,57 euro. In questa soglia rientrano sia i contributi versati volontariamente dal lavoratore, sia quelli eventualmente corrisposti dal datore di lavoro, compresi i versamenti ai fondi negoziali o ai prodotti individuali paneuropei (PEPP).
Il funzionamento segue quindi il cosiddetto principio di cassa: le somme versate entro il 31 dicembre 2025 potranno essere portate in deduzione nella dichiarazione dei redditi del 2026. Se i contributi vengono trattenuti direttamente in busta paga, il beneficio fiscale è immediato. In caso di versamenti autonomi, invece, il recupero avviene tramite il modello 730 o il modello Redditi.
La notizia più importante emerge però dall’attuale quadro legislativo e riguarda il futuro prossimo. Con la legge di bilancio si è deciso di ritoccare verso l’alto la soglia del risparmio previdenziale: a partire dal periodo d’imposta 2026, il limite massimo di deducibilità salirà a 5.300 euro annui. Questo adeguamento, anche se contenuto, rappresenta un segnale politico e sociale forte che mette al centro il risparmio privato, inteso come vero pilastro di sostegno al welfare pubblico.
Come già accennato però non basta accantonare risorse, ma bisogna farlo con un metodo strategico che consente di ottenere vantaggi anche nell’immediato, oltre che in prospettiva futura. In questo contesto di pianificazione ragionata e intelligente si inseriscono realtà come Onlinesim.it, che permettono di costruire una pensione integrativa che si affianca al sistema obbligatorio, secondo i propri specifici obiettivi e necessità.
La piattaforma mette a disposizione strumenti efficaci, e semplici da usare per tutti, per strutturare il proprio risparmio secondo la propria capacità di spesa. Si può quindi costruire una pensione integrativa online costruita su misura di ogni utente, tenendo conto dei suoi obiettivi futuri. In conclusione, l’innalzamento della soglia di deducibilità previsto per il 2026 conferma che la previdenza complementare è destinata a diventare sempre più centrale nelle scelte economiche delle famiglie italiane.
































