Roma, spunta il volto di Giorgia Meloni su un angelo in chiesa: giallo a San Lorenzo in Lucina

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Roma, spunta il volto di Giorgia Meloni su un angelo in chiesa- giallo a San Lorenzo in Lucina

Presso la Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, un restauratore non professionale, Bruno Valentinetti, avrebbe modificato un angelo raffigurato tra i dipinti ornamentali di una parete sulla quale è posizionato in una nicchia il busto in marmo di Umberto II di Savoia donandogli il volto di Giorgia Meloni.

La circostanza è stata rivelata da Riccardo Staglianò in un suo artico su La Repubblica. Secondo le informazioni raccolte dal collega “prima dei restauri c’era un cherubino generico. Oggi, il volto della donna più potente del Paese. Alata, che regge un cartiglio con disegnato lo Stivale. Di fronte a un altro angelo che porge la corona al sovrano in disgrazia“.

Per risalire al presunto autore del “morphing” facciale si fa riferimento a un cartiglio dipinto a mo di firma nel quale si legge, tradotto dal latino, “restaurato e decorato da Bruno Valentinetti nel 2025“.

L’articolo ricostruisce anche il profilo dell’uomo: “si presenta come sacrestano, ma anche decoratore. Una donna di chiesa, prima di chiuderci la porta in faccia, lo definisce «volontario che è tutte le mattine in chiesa dalle 8 alle 12». Un talento artistico, il suo, che avrebbe già messo a frutto su altre importanti opere ecclesiali. In rete si trova che la decorazione di quella stessa cappella l’avrebbe fatta lui nel 2002. Altrove una restauratrice dice di aver collaborato con lui alla «realizzazione di decorazioni presso la residenza di Macherio di Silvio Berlusconi». Il sacro e il profano. Risulta anche un Bruno Valentinetti candidato nelle file de La Destra – Fiamma Tricolore nel primo municipio di Roma. Poche tracce, tutte coerentemente a destra.

Viene inoltre sottolineato come, essendo “l’omaggio” lì già da qualche tempo, lasci sorpresi che la sovrintendenza competente non si sia accorta di questa modifica. Facile pensare che la pubblicazione dell’articolo produrrà reazioni.

Articolo che conclude cosi: “Chissà come reagirà la premier apprendendolo. Di recente ha indetto un’asta con i regali di capi di Stato il cui ricavato devolverà in beneficenza. Però stavolta non se la potrà cavare con una romanella, come si dice nella Capitale di quelle imbiancate veloci, senza spendere troppo, perché si tratta di una delle più antiche basiliche della cristianità. Al numero 26 di questa piazza c’era lo storico studio di Giulio Andreotti. Giulia Bongiorno, la super-avvocata che l’ha vittoriosamente difeso a processo, sarebbe una habitué della basilica. Qui c’era la sede di Forza Italia. Una piazza saldamente schierata a destra. Ma non al punto da trasformare un normale restauro in una Restaurazione“.

fonte: La Repubblica