Sanità, l’affondo del PD Veneto: “Ddl di riordino attacco all’autonomia, mentre i minori restano senza reparti idonei”

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Il Partito Democratico del Veneto alza il tiro sulla gestione della sanità, denunciando un doppio binario di criticità che mette a rischio sia l’architettura istituzionale della Regione, sia la tutela dei pazienti più fragili.

Da un lato, i consiglieri dem puntano il dito contro il nuovo Disegno di legge delega per la revisione del Servizio Sanitario Nazionale, visto come un “accentramento” romano che scavalca le competenze locali; dall’altro, l’analisi dei dati della Relazione socio-sanitaria 2025 fa emergere l’allarme sui ricoveri impropri dei minori con diagnosi psichiatriche, spesso ospitati in reparti per adulti o pediatrie generiche per mancanza di strutture dedicate.

Lo scontro sull’autonomia: Uno scippo di funzioni strategiche

Il capogruppo Giovanni Manildo e la vicepresidente della commissione Sanità, Chiara Luisetto, hanno depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta veneta di rompere il silenzio su quello che definiscono un “attacco frontale” al Titolo Quinto della Costituzione. Secondo gli esponenti del PD, il Ddl delega rappresenterebbe un tentativo di scippo delle funzioni organizzative regionali, proprio in una fase delicata come la chiusura degli investimenti del PNRR.

A preoccupare è in particolare la creazione dei “super-ospedali” di terzo livello, finanziati direttamente dallo Stato. “Questa intromissione centralistica scavalca la programmazione regionale – spiega Manildo – e apre la strada a una pericolosa spinta verso la privatizzazione, favorendo fondazioni ed enti privati a discapito del pubblico”.

Luisetto rincara la dose, chiedendo perché il Veneto non difenda il proprio modello organizzativo: “Non si può restare a guardare mentre il governo smantella l’autonomia e sottrae risorse vitali all’assistenza dei nostri cittadini”.

Emergenza neuropsichiatria infantile: oltre 500 minori in reparti inappropriati

Parallelamente alla battaglia politica sui vertici, le consigliere Anna Maria Bigon, Chiara Luisetto e Monica Sambo denunciano una situazione definita “non dignitosa” per quanto riguarda i pazienti più giovani.

I dati della Relazione socio-sanitaria 2025 indicano che, nonostante un calo complessivo, sono ancora troppi i minori collocati in contesti non idonei alla loro età: 560 ricoverati in pediatria e ben 240 in reparti di psichiatria per adulti.

“Oltre 500 minori sono stati ospitati in strutture improprie: è una violazione del diritto alla cura — dichiarano le consigliere —. La carenza prosegue anche dopo le dimissioni, con un territorio privo di servizi adeguati e liste d’attesa infinite”.

Il Partito Democratico chiede quindi un investimento reale sul personale e sul territorio, sollecitando l’attivazione immediata dello psicologo di base per intercettare il disagio prima dell’emergenza. “Mettere i minori al centro — concludono — non è una scelta opzionale, ma un dovere politico e morale”.