Cardioaction raggiunge quota 5.000 pazienti: il modello di riabilitazione dell’ULSS 7 Pedemontana tra eccellenza e storie di rinascita

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Il servizio di Cardioaction dell’ULSS 7 Pedemontana ha tagliato nei giorni scorsi un traguardo significativo con la presa in carico del 5.000esimo paziente. Questa attività di riabilitazione cardiovascolare ambulatoriale, che si svolge presso il Centro Sanitario Polifunzionale Boldrini a Thiene, è coordinata da Sergio Cozzi, cardiologo in servizio all’ospedale di Santorso e responsabile del progetto.

Il servizio opera in modo complementare alla Cardiologia Riabilitativa di Asiago e offre un percorso strutturato per chi ha subito un infarto o un altro evento cardiovascolare acuto. Il programma si distingue per la sua completezza, includendo incontri educativi con dietologi, psicologi e infermieri esperti, sedute di fisioterapia e un costante monitoraggio per garantire l’aderenza alle terapie e la prevenzione di possibili recidive.

La storia del paziente numero 5.000 rappresenta una testimonianza emblematica dell’efficacia della rete di soccorso del territorio. Si tratta di un camionista che è stato colpito da una sincope con arresto cardiaco proprio mentre stava caricando il suo mezzo nella zona industriale di Thiene.

La sua salvezza è stata determinata dalla presenza, all’interno dell’azienda, di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e di personale formato di recente per il suo utilizzo. Grazie a due scariche e al massaggio cardiaco eseguito tempestivamente dagli operai, l’uomo è sopravvissuto fino all’arrivo del 118. Il personale sanitario lo ha rianimato e intubato sul posto, attivando immediatamente la Terapia Intensiva Cardiologica e l’Emodinamica di Santorso, dove è stato sottoposto a un intervento di angioplastica coronarica.

A meno di un mese dalle dimissioni, l’uomo è stato inserito nel programma Cardioaction, iniziando subito le valutazioni e l’attività riabilitativa in palestra. Qui è seguito da un team multidisciplinare che comprende fisioterapisti, dietisti, psicologi e infermieri con un’esperienza ultradecennale in Unità di Cura Intensiva Cardiologica.

L’azienda sanitaria ha voluto sottolineare come questo programma continui a rappresentare un modello di riferimento nel settore. Proprio per la sua rilevanza, i dati relativi all’attività e le analisi dei risultati raggiunti saranno presentati ufficialmente in occasione del prossimo congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), previsto per il mese di maggio.