Imprese artigiane vicentine, a fine 2025 occupazione stabile. Aumentano gli over 50, calano gli apprendisti

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occupazione artigianato Vicenza
Gianluca Cavion
Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza

Si conferma stabile a fine 2025 l’occupazione dipendente nell’artigianato vicentino, con una variazione pari a +0,1% rispetto a fine 2024, una sostanziale invariabilità  – come l’ha definita il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza Gianluca Cavion – dovuta a dinamiche opposte per territori e settori. “Si rimane in ogni caso – ha sottolineato Cavion – su livelli di occupazione record, con una leggera frenata fisiologica quando si arriva al plateau”.

I numeri emergono dall’indagine congiunturale sul mondo del lavoro dell’artigianato berico che l’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza realizza ogni sei mesi e che ha coinvolto 1.666 micro e piccole imprese che occupano 10.633 dipendenti. Come ha giustamente osservato il presidente Cavion, il dato fa la media di situazioni differenti: nell’Area Berica l’occupazione è cresciuta del 2,4%, nell’Ovest vicentino è cresciuta dello 0,4%, nell’Area di Vicenza e del Nordest Vicentino è stabile, mentre è in calo nell’Alto vicentino -0,9%.
Tra i settori, sono in crescita soprattutto Alimentazione, che segna un +3,5%, Trasporti e autoriparazione (+2,2%) ed Edilizia e Impianti (+1,6%). Numeri che rispecchiano, commenta ancora Cavion, “la crescente attenzione del consumatore a prodotti di qualità e dalla filiera corta nel caso dell’alimentazione, mentre per edilizia e impianti sarà da vedere come l’impatto dei bonus abbia influenzato il dato o se il trend del mercato, al di là degli incentivi, sia quello di rendere gli edifici e le abitazioni sempre più efficienti anche da un punto di vista della sostenibilità dei costi energetici”.
Occupazione in calo invece nei settori Benessere, -4%, Legno e arredo con -2,7% e Moda con -1,6%. “Moda che comunque, così come la Meccanica (-0,8%), prova a reggere ai ‘contraccolpi’ di un mercato in divenire puntando alla qualità per reagire alla concorrenza di Paesi che puntano sulla quantità.

Dopo 4 anni di variazioni positive, si rileva una contrazione dell’occupazione femminile in calo dell’1% rispetto ad un anno prima. L’occupazione maschile, invece, segna un aumento dello 0,7% rispetto a fine 2024. Continua la forte crescita dell’occupazione di dipendenti di nazionalità straniera, già osservata nel 2024 (+2,8%), che a fine 2025 registra un +4,7%.

Interessante la dinamica dell’occupazione per età: pur restando la classe più numerosa con il 44,1% dell’occupazione, sono in forte calo i dipendenti tra i 30 e i 50 anni, che segnano un -3,6%, e sono calati anche gli under 30 (-1,7%), mentre al contrario i dipendenti con 50 anni e più rilevano un aumento del +7%.
Si intensifica anche la contrazione degli apprendisti, che a fine 2025 segnano un calo dell’8,9%, un dato sul quale è opportuno riflettere, in quanto l’apprendista è una figura fondamentale per le imprese artigiane: “Attraverso l’apprendistato – conclude Cavion – vengono consegnati saperi e competenze del mondo artigiani difficilmente acquisibili per altra via. Un percorso quindi che va valorizzato tanto tra le aziende che tra i giovani”.