111 morti sul lavoro, 2025 drammatico per il Veneto. La regione seconda in Italia, dietro la Lombardia, per numero di vittime

Verona si conferma la provincia più colpita, seguita da Venezia, Padova e Vicenza. L’incidenza di mortalità è superiore alla media italiana: la regione si colloca in zona arancione.

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Non è una sorpresa, perché ogni mese i numeri parlavano chiaro, ma non per questo i dati sono meno drammatici: a fine 2025 in Veneto ci sono stati ben 111 morti sul lavoro, 32 in più del 2024. L’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che ogni mese analizza i numeri relativi ad infortuni e morti sul lavoro in tutta Italia, parla di vera e propria strage per la regione veneta: “Un bilancio di fine anno drammatico sia per i numeri assoluti delle vittime sia per l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa che colloca la regione in zona arancione, con un indice superiore alla media nazionale. Il Veneto è secondo in Italia per numero di decessi totali dopo la Lombardia e terzo per numero di morti in occasione di lavoro”. Ad allarmare è soprattutto il dato sui decessi in occasione di lavoro, che sono quelli che svelano le fragilità e le lacune della sicurezza: in Veneto, purtroppo, sono proprio le vittime in occasione di lavoro ad essere aumentate in modo più che significativo (+40,7%)”.

Una regione in arancione

Le Statistiche 2025 parlano chiaro. A fine dicembre 2025, il rischio di infortunio mortale in Veneto (34,1 morti per milione di occupati) risulta superiore alla media del Paese, che è 33,3 pertanto, come detto, la regione è in zona arancione. Addirittura Rovigo e Venezia si collocano in zona rossa (con l’indice che supera la media italiana di oltre il 25%), mentre in zona arancione si trova Vicenza (41,0), in zona gialla Verona (32,2) e Padova (29,2), mentre in zona bianca ci sono Belluno (22,3) e Treviso (19,9).

Tra i 111 i decessi rilevati nel 2025 (contro i 79 del 2024), 76 sono stati in occasione di lavoro (22 in più del 2024) e 35 in itinere (10 in più del 2024).

A Verona si registra il maggior numero di vittime totali (24), seguita da Venezia (22), Vicenza e Padova (19), Treviso (16), Rovigo (8) e Belluno (3). Venezia e Vicenza, invece, guidano la classifica delle vittime in occasione di lavoro (16). Seguono: Verona (14), Padova (13), Treviso (8), Rovigo (7) e Belluno (2).

Rispetto al 2024 sono cresciute anche le denunce di infortunio totali, passate da 70.186 a 71.867.

Anche qui è Verona a far registrare il numero più elevato di denunce (14.358), seguita da: Padova (14.115), Vicenza (13.138), Treviso (13.027), Venezia (12.229), Belluno (2.881) e Rovigo (2.119).

Tra le vittime 8 donne e 45 stranieri

Le denunce di infortunio delle donne lavoratrici, 24.432, sono circa la metà rispetto a quelle degli uomini, 47.435. 8 sono le donne che hanno perso la vita nel 2025, 3 in occasione di lavoro e 5 in itinere. Per quanto riguarda gli stranieri, le denunce di infortunio sono 19.072 e i lavoratori deceduti 45, dei quali 30 in occasione di lavoro.

Le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio, seguite da Costruzioni, Commercio, Trasporti e Magazzinaggio e Sanità.