
Joe Formaggio, ex sindaco di Albettone e per sette anni consigliere regionale del Veneto di Fratelli d’Italia, è tra i nomi regionali indicati come possibili aderenti a Futuro Nazionale, partito sovranista di destra fondato il 3 febbraio 2026 dall’eurodeputato Roberto Vannacci.
Alle scorse elezioni regionali Formaggio non è stato rieletto e da allora è un po’ scomparso dalla scena politica. Di lui si sa che probabilmente, in primavera, tenterà di nuovo la corsa a sindaco del suo comune (da “vannacciano”, ndr?) che ha guidato per dieci anni prima di diventare consigliere regionale e dove il 40% dei votanti ha scritto il suo nome sulla scheda elettorale.
Sempre in Veneto, c’è un altro nome ed è quello dell’altrettanto “sopra le righe nelle sue esternazioni“, Stefano Valdegamberi, consigliere regionale eletto nelle fila della Lega con oltre 8.000 preferenze. Già nella campagna elettorale di novembre Valdegamberi poteva contare sulla presenza sul campo dell’ex generale, a cui lo accomuna la visione sulla politica estera: da sempre ha posizioni difformi rispetto al centrodestra su Crimea, Dombass e rapporti con la Russia in generale.
I nomi dati quasi per certi ad aderire a Futuro Nazionale dovrebbero venire ufficializzati nel primo evento con Roberto Vannacci presente, all’inizio del mese di marzo.
Si smarca invece Riccardo Szumski, candidato presidente “no vax” alle regionali e capace di raccogliere il 6% con la sua formazione “Resistere”. Il consigliere regionale figurava in un convegno organizzato per sabato 7 marzo a Roma, dal titolo “L’avanguardia del dissenso”. “Ho fatto sapere che a scanso di equivoci non parteciperò – precisa Szumski –, la nostra realtà mi pare molto distante da quella dell’ex generale”.
Sogna l’appoggio di Vannacci il giornalista fondatore del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, che da questo fine settimana si trasferisce nel padovano per candidarsi alle elezioni suppletive nel collegio Veneto 2 al posto dell’ex sottosegretario Massimo Bitonci, ora assessore regionale allo sviluppo economico.
Molti nel partito di Salvini e Zaia i sospiri di sollievo, con un distinguo “velenoso” da parte di Roberto Marcato, popolarissimo esponente della Lega della primissima ora, che chiosa i distinguo in queste ore di Luca Zaia: “Fino a dieci minuti fa nel mio partito ero l’unico a dire che le parole di Vannacci su molti temi erano inaccettabili – sottolinea – ora vedo che tutti dicono le cose che solo io avevo il coraggio di dire. Meglio tardi che mai”.








































