
A Venezia l’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond incontra i presidenti di Lattebusche, Soligo e Latterie Vicentine per la crisi del latte: dopo il crollo dei prezzi, si valuta la regolazione delle produzioni in stalla e il dossier Veneto arriva al Tavolo Latte del Masaf.
La crisi del latte entra in una fase critica e il Veneto prova a mettere in campo una regia istituzionale per evitare che il crollo delle quotazioni travolga la tenuta delle aziende. A Venezia l’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond ha incontrato i vertici di alcune delle principali realtà cooperative lattiero-casearie del territorio per fare il punto su una situazione che, dopo un 2025 caratterizzato da prezzi elevati, ha visto un brusco ribaltamento: oggi molti allevatori lavorano in perdita (qui la nota dellhttps://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=14327474a Regione).
Crisi del latte: Bond incontra Lattebusche, Soligo, Latterie Vicentine
Al confronto hanno partecipato Lorenzo Brugnera, presidente di Latterie Soligo (140 soci), Modesto De Cet, presidente di Lattebusche (300 soci) e Alessandro Mocellin, presidente di Latterie Vicentine (250 soci), insieme ai rispettivi direttori. L’incontro ha messo in evidenza l’impatto territoriale della crisi, con segnali d’allarme soprattutto nel Bellunese, dove si stimano circa 320 aziende a rischio, e nell’Alta Padovana, dove diversi produttori sono stati invitati a ridurre le produzioni per contenere l’eccesso di offerta.
«Questo primo momento di ascolto con le principali realtà cooperative lattiero-casearie del Veneto è stato costruttivo – ha dichiarato Bond – e sono emersi elementi utili, dalle aste del latte destinato agli indigenti alle opportunità sui mercati esteri». Ma il nodo, secondo l’assessore, è soprattutto operativo: «Dobbiamo lavorare sulla regolazione delle produzioni a livello di stalla, attivando strumenti efficaci e rapidi, con tempi molto stretti, per prevenire ulteriori squilibri».
Dal fronte delle cooperative arriva una preoccupazione comune: l’assenza di una prospettiva chiara di uscita dalla crisi. I tre presidenti hanno chiesto alla Regione indicazioni su come attraversare la fase più delicata e sostegno a eventuali misure straordinarie per la riduzione delle produzioni, anche con interventi mirati. È stata inoltre ribadita la necessità di sollecitare il Ministero affinché il latte italiano venga valorizzato e promosso con campagne nazionali sostenute da risorse statali.
Bond ha assicurato il massimo impegno istituzionale: «Porterò da subito le istanze del comparto veneto al Tavolo Latte nazionale, istituito dal Masaf, per definire prezzi di riferimento e valutare strumenti di sostegno straordinari». E ha aggiunto un appello alla filiera: «Il telefono e le porte del mio assessorato sono aperti. Vogliamo ascoltare tutti i soggetti del comparto lattiero-caseario per costruire insieme risposte rapide e credibili». In un settore dove tempi e volumi contano quanto i margini, la partita si gioca adesso: contenere l’emergenza, ma anche impostare strumenti che evitino nuovi shock, prima che la crisi diventi strutturale.


































