
Ieri, domenica 8 febbraio 2026, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, ha presieduto la Messa d’apertura dell’Anno Giubilare Mariano a Monte Berico di Vicenza, in concomitanza con i 600 anni dalle apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini di Sovizzo.
Le sue parole, proferite alla presenza di molti cittadini e di rappresentanti della politica cittadina e veneta – su tutti il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, e il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani – lasciano più di un motivo di riflessione.
Il Cardinale ha voluto innanzitutto sottolineare il suo profondo legame con il colle berico, definendolo un porto sicuro nonostante i suoi numerosi impegni internazionali. “La Madonna di Monte Berico ha sempre accompagnato tutta la mia vita, che è stata per la maggior parte fuori dalla diocesi di Vicenza. Il santuario è comunque rimasto sempre un punto di riferimento in tutte le vicende liete e tristi della mia esistenza”, ha confessato con emozione il Segretario di Stato.
Entrando nel vivo del significato spirituale del seicentenario, Parolin ha offerto una riflessione sul valore della parola e del silenzio interiore. “Si ricomincia dalla libertà dalle parole umane che rendono schiavi. È la libertà che si conquista ogni volta che permette a Dio di parlare”, ha dichiarato il Cardinale.
Il richiamo è stato anche sociale e politico: “Le parole umane ambiscono a schiavizzare i corpi e gli spiriti. Siamo chiamati a lasciar parlare Dio in Cristo perché possa essere scritta nel presente una storia di libertà, dove tutti vedano rispettato, promosso e accolto il loro nome e il loro posto nelle società. Solo questo, infatti, può generare un futuro dove ci sia posto per tutti e non solo per qualcuno”.
Parolin non ha evitato i temi caldi dell’attualità internazionale, a partire dal conflitto in Ucraina. Nonostante la complessità del quadro geopolitico, il Cardinale ha invitato a non cedere allo sconforto: “Noi speriamo sempre che si possa arrivare alla fine della guerra. Sono stati fatti tanti tentativi, verrebbe quasi da essere pessimisti, ma vogliamo confermare la speranza. Che ci siano i negoziati è già molto importante. Le conclusioni sono tutte da vedere”.
Infine, un pensiero è andato alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, attualmente in corso. Dopo aver rappresentato venerdì la Santa Sede alla cerimonia d’inaugurazione a Milano, il Cardinale ha richiamato il messaggio di Papa Leone XIV, sottolineando “il valore dello sport come messaggio di pace e concordia, come occasione per la fraternità e per rispettare la tregua olimpica che tradizionalmente viene osservata”.






































