
Nonostante le criticità evidenziate dal report “Mal’Aria di città 2026” (leggi qui), la Regione Veneto accoglie con favore i segnali di miglioramento emersi nell’ultimo anno.
Sulla questione è intervenuta l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, sottolineando come il 2025 sia stato uno degli anni più favorevoli per la qualità dell’aria nel territorio veneto, segnando un passo avanti rispetto al passato recente.
Secondo il dossier di Legambiente, tutte le principali città venete hanno registrato medie annuali di PM10 ampiamente entro i limiti attuali di 40 µg/mc: Padova e Rovigo si attestano a 27 µg/mc, Venezia a 26 µg/mc e Verona a 29 µg/mc. Dati che, per la Regione, confermano l’efficacia delle politiche messe in campo.
L’assessore Venturini ha evidenziato come, al di là degli sforamenti giornalieri spesso legati a condizioni meteo sfavorevoli e al naturale ristagno dell’aria nel bacino padano, la tendenza di lungo periodo sia chiaramente positiva.
“È la conferma che la qualità dell’aria è in costante miglioramento,” ha dichiarato l’Assessore. “Un segno di stabilità consolidata e di un impegno collettivo che sta dando frutti, come riconosciuto dalla stessa Legambiente che parla di primi segnali concreti di miglioramento grazie agli sforzi dei territori”.
In merito ai nuovi e più stringenti limiti imposti dall’Europa per il 2030, la Regione invoca un approccio pragmatico che non penalizzi i cittadini. La strategia veneta punta sull’innovazione tecnologica e su alternative reali alla mobilità tradizionale, supportata da investimenti nazionali.
Venturini ha infatti richiamato l’importanza degli stanziamenti di circa 500 milioni di euro da parte del Ministero dell’Ambiente, guidato da Gilberto Pichetto Fratin. Queste risorse, destinate alla mobilità sostenibile, sono considerate fondamentali per rinnovare i mezzi di trasporto senza che i costi della transizione ecologica gravino esclusivamente sulle famiglie.
“La sfida va affrontata puntando sugli incentivi e sul miglioramento tecnologico,” ha concluso l’assessore, ribadendo la necessità di accompagnare il cambiamento con risorse adeguate per offrire soluzioni concrete ai territori.
Nessun cenno, alle criticità evidenziate dal report di Legambiente, in particolare per quanto riguarda Vicenza e i dati sulle polveri sottili più fini, il PM2.5. Il rapporto inserisce il capoluogo berico tra i casi più problematici d’Italia insieme a Monza, Cremona, Rovigo, Milano e Pavia.
































