Caso bus SVT, interviene Assoutenti: “Serve un cambio culturale e operativo”

85
FIT CISL Vicenza sciopero SVT Vicenza Assoutenti bus Vicenza

Il caso dello studente di 15 anni disabile, fatto scendere da un bus di SVT a Vicenza (leggi qui) per la presunta mancanza dell’abbonamento (poi ritrovato nello zaino), continua a sollevare un’ondata di indignazione.

Sulla vicenda interviene ora Assoutenti (AU), l’Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici che dal 1982 si occupa della tutela e della promozione dei diritti fondamentali dei consumatori, con un focus specifico proprio sugli utenti dei servizi pubblici.

Assoutenti pone l’accento sulla gravità di un comportamento che sembra aver ignorato non solo i regolamenti aziendali, ma anche i principi basilari di assistenza verso l’utenza più fragile.

Il fatto che il giovane, in un momento di onestà e confusione, si sia rivolto all’autista per segnalare la dimenticanza del titolo di viaggio avrebbe dovuto innescare una procedura di assistenza o, al limite, una sanzione amministrativa regolarizzabile in seguito. Esattamente come ha fatto notare, protestando, la madre del ragazzo.

L’allontanamento dal mezzo, avvenuto sotto la pioggia e ai danni di un minore con disabilità, rappresenta per le associazioni di categoria un vulnus nel rapporto tra ente erogatore e cittadino.

“Le aziende di trasporto pubblico locale devono adottare un principio chiaro e non negoziabile: nei casi di emergenza che coinvolgono minorenni, soprattutto se in condizioni di fragilità o disabilità, la priorità deve essere la protezione della persona – afferma il presidente Gabriele Melluso -. Un adolescente che segnala spontaneamente di non riuscire a trovare l’abbonamento non è un furbetto, ma un minore che sta chiedendo aiuto. In questi casi l’autista e l’azienda non possono trasformarsi in un ostacolo, ma devono essere parte della soluzione, garantendo almeno il raggiungimento della scuola o il rientro a casa in sicurezza”.

Il caso di Vicenza diventa quindi un monito sulla necessità di formare il personale di front-line non solo sulle norme tecniche, ma anche sulla gestione delle fragilità. In un contesto dove il diritto alla mobilità è fondamentale, episodi di questo tipo rischiano di minare la fiducia dei consumatori nelle istituzioni locali e nelle aziende di trasporto.

Mentre SVT prosegue con la propria verifica interna per accertare le responsabilità dell’autista, il coinvolgimento ideale delle associazioni dei consumatori sposta il dibattito su un piano più ampio: la richiesta di garanzie affinché simili “disattenzioni” procedurali e umane non si ripetano.

“La verifica avviata dall’azienda è un passaggio doveroso, ma non basta: serve un cambio culturale e operativo. Il trasporto pubblico non è soltanto un servizio a pagamento: è un presidio di sicurezza, inclusione e tutela della comunità. Chi gestisce un servizio pubblico deve ricordare che un biglietto non può valere più della dignità e dell’incolumità di un ragazzo”, conclude Melluso.