
Dall’indignazione alla proposta: la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Elena Ostanel interviene a proposito dei recenti casi dei due studenti appiedati perché (apparentemente) non in regola col titolo di viaggio e fatti scendere dall’autobus nel Bellunese e a Vicenza. Ostanel suggerisce però di andare oltre la reazione emotiva comprensibilmente indignata, cogliendo l’occasione per riflettere sulla situazione del trasporto pubblico in Veneto: “Le notizie di cronaca – dichiara la consigliera AVS – ci lasciano una domanda semplice: quanto è facile, oggi, per un minore muoversi con i mezzi pubblici? E quanto questa facilità cambia tra città e provincia, tra centro e aree più periferiche, dove i servizi sono più carenti e dove non avere un autobus può voler dire restare isolati?”. Sull’argomento l’esponente di AVS presenterà un’interrogazione alla Giunta per chiedere se la Regione Veneto intenda promuovere forme strutturali di gratuità o di forte agevolazione del trasporto pubblico per i minori di 18 anni. Un’idea che non nasce sull’onda degli ultimi episodi: “Si tratta di una proposta – spiega – avanzata di recente anche da Coalizione Civica per Padova, e che rappresenta una risposta concreta a un problema reale. Non parliamo di un intervento assistenzialistico, ma di una misura di giustizia sociale: aiutare le famiglie che affrontano maggiori difficoltà economiche e, allo stesso tempo, riequilibrare le disuguaglianze territoriali tra chi vive nei centri urbani e chi vive nelle aree più periferiche o remote. Garantire ai minori un accesso semplice e gratuito al trasporto pubblico significa garantire pari opportunità”.
Rendere gratuito il trasporto pubblico per i minori è anche utile per l’ambiente e un investimento per il futuro: “Se abituiamo oggi ragazze e ragazzi a utilizzare i mezzi pubblici – sottolinea Ostanel – costruiamo cittadini più consapevoli domani, riducendo traffico e inquinamento non solo nell’immediato, ma nel lungo periodo. Non possiamo continuare a pensare che la risposta ai problemi della mobilità in Veneto sia sempre e solo l’automobile. Serve una visione diversa – conclude – che parta dai più giovani e che riconosca il trasporto pubblico come un’infrastruttura sociale fondamentale”.



































