
Il caso dello studente di 15 anni disabile, lasciato a terra da un bus di SVT a Piovene di Vicenza nonostante avesse onestamente segnalato la (presunta) mancanza dell’abbonamento, scuote i vertici delle istituzioni.
Dopo l’indignazione dei cittadini e l’intervento delle associazioni dei consumatori, arrivano le durissime prese di posizione del Presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, e della senatrice vicentina Daniela Sbrollini.
Entrambi puntano il dito non solo sulla violazione dei regolamenti, ma soprattutto sulla profonda mancanza di umanità dimostrata in questa vicenda.
Il Presidente Luca Zaia ha espresso profonda amarezza per l’accaduto, definendolo una questione di “responsabilità e buon senso” prima ancora che di procedure. “Dove è finita l’umanità – si chiede Zaia – se un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo”?
Secondo Zaia, il personale di bordo deve essere interprete del servizio pubblico inteso come rispetto verso l’utente: “Un ragazzo che si rivolge con correttezza all’autista non può essere trattato come un ‘furbo’. Esistono procedure per gestire la mancata esibizione del titolo, ma la prima regola è non lasciare indietro nessuno, tanto più se parliamo di minori e persone fragili”. Zaia ha poi ribadito l’importanza della verifica avviata da SVT, sottolineando che “le regole si applicano senza umiliare e senza abbandonare”.
Sulla stessa linea la senatrice vicentina Daniela Sbrollini (Italia Viva), che ha paragonato l’episodio a quello avvenuto recentemente nel Bellunese. “È paradossale: il ragazzo è stato punito proprio per la sua sincerità”, ha dichiarato la capogruppo in commissione Istruzione e Cultura.
“Ritrovarsi in strada sotto la pioggia per aver avvisato il conducente non deve essere stato piacevole. Oltre ai regolamenti, che pare non prevedessero affatto l’allontanamento dell’utente, qui è mancata l’umanità elementare“.
L’episodio ha ormai travalicato i confini della cronaca locale per diventare un caso politico sulla qualità del servizio pubblico. Le istituzioni chiedono a gran voce che, oltre alle sanzioni disciplinari per il responsabile, si intervenga sulla cultura del servizio per garantire che la tutela dei passeggeri fragili diventi una priorità assoluta, affinché la “tortura” subita dal giovane studente vicentino non debba più ripetersi.


































