
Si è riunito mercoledì 11 febbraio 2026, nella sede di contrà San Marco a Vicenza, l’attivo provinciale del PSI. Al centro del dibattito, coordinato dai compagni vicentini, due temi di stretta attualità: il prossimo referendum costituzionale e l’inchiesta della Procura di Milano sulle condizioni di lavoro nel settore del food delivery.
Sul fronte delle riforme costituzionali, il PSI vicentino conferma il sostegno al SÌ, ribadendo un convinto favore alla separazione delle carriere dei magistrati. Tuttavia, dal confronto interno sono emersi alcuni dubbi tecnici che i socialisti intendono approfondire.
In particolare, le perplessità riguardano le modalità di costituzione dei due distinti CSM e le prerogative attribuite all’Alta Corte Disciplinare. I rappresentanti locali hanno inoltre espresso rammarico per il clima politico nazionale: “Il confronto referendario è stato trasformato in uno strumento di lotta elettorale, prescindendo dai contenuti”, sottolineano i compagni vicentini, auspicando un ritorno al merito dei quesiti.
L’attivo provinciale ha poi affrontato con durezza il tema dello sfruttamento dei rider, alla luce delle recenti indagini giudiziarie. Per i socialisti vicentini, la condizione di precarietà e sfruttamento di questi lavoratori è definita “scandalosa” e inaccettabile in una società moderna.
“Non si può accettare che donne e uomini vengano sfruttati per massimizzare il guadagno delle imprese,” è la posizione emersa durante la riunione. Il PSI ha invitato a una riflessione collettiva: se durante la pandemia il servizio poteva avere una funzione emergenziale, oggi è necessario che anche i consumatori si interroghino su un sistema che spesso si fonda sulla compressione dei diritti dei lavoratori.
Il PSI vicentino non intende fermarsi al dibattito interno e ha già annunciato che, nei prossimi giorni, organizzerà una serie di incontri pubblici aperti alla cittadinanza per approfondire i temi del sistema elettorale e dei quesiti referendari.








































