
Con il kick-off meeting che si è tenuto questa mattina nella sala del consiglio comunale, ha preso il via “Aria di Vicenza – Azioni Razionali per l’Inverdimento Ambientale”, il progetto che vede capofila il comune di Vicenza e che ha vinto il bando della Fondazione Cariverona “Capitale naturale 2025”.
Il progetto, che sarà finanziato da Fondazione Cariverona con 380 mila euro, vede la partecipazione, come capofila, del Comune di Vicenza, come partner scientifici, dell’Università di Padova e dell’Università di Verona, e come partner sostenitori di Arpav, Wwf e Rete Apicoltori Veneto, oltre che il coinvolgimento delle scuole nella raccolta e analisi di alcuni particolari indicatori ambientali.
“L’obiettivo del progetto – spiega l’assessore all’ambiente, alle politiche energetiche e al patrimonio del Comune di Vicenza Sara Baldinato – è di aiutarci a realizzare un piano razionale di inverdimento e di piantumazione della città di Vicenza, finalizzato ad un efficace contrasto delle criticità e delle sofferenze dell’ecosistema urbano. Il progetto ha un approccio nuovo, perché identifica le problematiche del territorio, a partire da inquinamento dell’aria e dalle isole di calore, con i correlati effetti sulla salute, per prospettare soluzioni di mitigazione reali e concrete”.
A presentare in dettaglio il progetto “Aria di Vicenza”, che avrà la durata di 36 mesi, Linda Avesani, professoressa associata di Genetica agraria del dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona, e Catherine Dezio, architetto urbanista e professoressa associata di Pianificazione urbanistica del dipartimento Territorio e Sistemi agroforestali dell’università di Padova.
Nel corso dell’evento, Riccardo Greco, dottore in Biotecnologie agro-alimentari del dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, ha illustrato gli “Indicatori per la sostenibilità e il rapporto tra biodiversità, clima e benessere urbano a Vicenza”, mentre Alessandro Marcon, docente all’Università di Verona, ha parlato di “Infrastrutture verdi, isole di calore e qualità dell’aria: dalla mitigazione ambientale all’impatto sulla salute”.
A sua volta, Thomas Campagnaro, docente all’Università di Padova, ha affrontato il tema “Alberi in città: pianificazione e gestione per la biodiversità urbana”, mentre l’architetta Giulia Vallone ha tenuto una relazione dal titolo “Ci vuole (più di) un fiore: nature-based solutions per una città resiliente”.
Il progetto prevede in particolare tre interventi, che saranno realizzati in differenti scale spaziali.
Il primo intervento, da realizzare in ambito comunale, consiste nella installazione di due centraline per il rilevamento della qualità dell’aria, e di 22 centraline per la temperatura, e serve a individuare i punti critici dell’effetto “isole di calore”.
Il punto forte del progetto è in ogni caso la rete di centraline di rilevamento, che resteranno al Comune e potranno continuare a funzionare per molti anni. Lo scopo è di raccogliere i dati utili a mappare le criticità urbane e individuare in quale sito specifico intervenire con le nuove piantumazioni.
Due interventi locali, infatti, saranno realizzati per rispondere a due specifiche criticità. Nel primo caso si pianterà un nuovo bosco urbano in uno spazio di proprietà del Comune, di circa 2 mila metri quadrati, che sarà costantemente monitorato.
Successivamente, si realizzeranno interventi simili per migliorare la qualità dell’aria in uno o più dei punti critici mappati e individuati grazie all’installazione delle centraline.
Anche le scuole saranno coinvolte nel progetto, in particolare nel biomonitoraggio, cioè nella raccolta di campioni di miele e licheni, che sono indicatori rispettivamente di biodiversità vegetale e di qualità dell’aria.




































