
(Adnkronos) – La Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati ha ospitato oggi un’audizione strategica sul futuro del quadro normativo digitale comunitario. Al centro del dibattito, l’esame delle proposte legislative europee volte alla semplificazione normativa (COM(2025) 836, 837 e 838 final), con un particolare focus sull’intelligenza artificiale e sull’istituzione del Portafoglio Europeo delle Imprese (EUDI Wallet). L'Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI), intervenuta tramite il presidente Gabriele Ferrieri, ha delineato la necessità di una transizione da un approccio puramente formale a una visione strategica che integri la semplificazione come motore di sviluppo reale per startup e PMI innovative. Il quadro normativo attuale è caratterizzato da una complessa sovrapposizione di regolamenti, tra cui GDPR, Data Act, Digital Services Act e la Direttiva NIS2. Secondo le analisi presentate, questa frammentazione genera un onere burocratico che penalizza le imprese europee rispetto ai competitor globali. In merito alla revisione dell’AI Act, l’appello istituzionale punta a un nuovo equilibrio. "L’Europa deve trovare un nuovo equilibrio tra tutela dei diritti e diritto all’innovazione, evitando che la regolazione diventi un freno allo sviluppo tecnologico", è stato ribadito durante l'audizione. La proposta tecnica avanzata prevede il riconoscimento del "diritto all'innovazione" come principio fondamentale e un ampliamento dei meccanismi di stop the clock per favorire i processi di conformità delle imprese tech. “La semplificazione deve essere uno strumento di sviluppo reale e non un mero intervento formale. Regole più semplici significano maggiore capacità di innovare, attrarre investimenti e competere”, ha sottolineato il Presidente di ANGI Gabriele Ferrieri nel corso dell’intervento. Un pilastro centrale del pacchetto Omnibus è l'istituzione del Portafoglio Europeo delle Imprese. Questo strumento non è configurato come un semplice contenitore di credenziali, ma come un'infrastruttura di identità digitale sovrana.
Le potenzialità tecniche racchiuse nell'EUDI Wallet aprono scenari di efficienza senza precedenti, a partire dalla capacità di garantire un'identificazione univoca che snellisce radicalmente i complessi processi di KYC transfrontalieri, eliminando le frizioni burocratiche nel riconoscimento dell'identità digitale tra diversi stati membri. A questa solidità infrastrutturale si aggiunge una gestione intelligente dell'accesso ai bandi, dove l'automazione dei requisiti tecnici permette alle imprese di partecipare agli appalti europei con una rapidità prima impensabile, riducendo il margine di errore documentale. Il tutto viene armonizzato dal principio cardine del "Once Only", una vera rivoluzione architettonica che solleva le aziende dall'onere di fornire ripetutamente le medesime informazioni ad autorità pubbliche differenti, centralizzando il dato in un sistema interoperabile che ottimizza i flussi comunicativi tra il settore privato e le istituzioni dell'Unione.
Un sistema unico di conformità digitale
Per mitigare la complessità del pacchetto Omnibus, è stata proposta la creazione di un sistema digitale unico di conformità. Tale piattaforma agirebbe come interfaccia integrata per gestire gli adempimenti derivanti dalle diverse normative digitali, rendendo il rapporto tra incumbents e istituzioni più fluido e trasparente.
L'obiettivo è trasformare la conformità da costo a vantaggio competitivo: "Semplificare deve significare reinvestire: meno burocrazia, più risorse per innovazione, competenze e sviluppo". In questo scenario, la semplificazione normativa non rappresenta solo un risparmio economico, ma una leva essenziale per abbassare le barriere d’accesso all'imprenditorialità tecnologica per le nuove generazioni.
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