
Si è spento a Schio, all’età di 102 anni, Valentino Bortoloso, figura centrale e controversa della storia vicentina del Novecento. Noto con il nome di battaglia di “Teppa“, Bortoloso era stato un giovane partigiano protagonista della Resistenza e della liberazione della città scledense, ma il suo nome resta indissolubilmente legato a una delle pagine più tragiche del dopoguerra italiano.
Bortoloso fu infatti tra gli artefici dell’eccidio consumatosi la notte del 7 luglio 1945 nelle carceri di Schio. In quell’occasione, un gruppo di partigiani fece irruzione nella struttura uccidendo 54 persone, tra cui fascisti in attesa di giudizio e detenuti comuni. Quel massacro, avvenuto a guerra ormai conclusa, segnò profondamente la comunità locale e la memoria storica nazionale.
Per la sua partecipazione all’eccidio, “Teppa” fu inizialmente condannato a morte dalle autorità alleate. La sentenza venne in seguito commutata in ergastolo e poi ridotta a dieci anni di reclusione. Bortoloso tornò infine in libertà grazie all’amnistia prevista dal decreto firmato dall’allora ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti.
Tornato a Schio, aveva ricoperto incarichi di primo piano nel Partito Comunista Italiano, nell’ANPI, nella CGIL e nell’ARCI. A metà Anni ’80 si era ritirato da ogni incarico per evitare che la sua presenza venisse strumentalizzata contro le associazioni che dirigeva o alla cui attività collaborava.
Negli ultimi decenni, la sua figura era tornata al centro del dibattito pubblico in occasione del conferimento della “Medaglia della Liberazione” nel 2016, poi revocata dal Ministero della Difesa proprio a causa del suo coinvolgimento nei fatti del luglio ’45.
“Valentino ha sempre seguito con attenzione e coinvolgimento il dibattito intorno al 7 luglio, compreso il percorso di concordia civica avviato nel 2005, al quale si è richiamato in occasione degli incontri con la figlia di una delle principali vittime dell’Eccidio, sottraendosi alle polemiche e sostenendo e ricercando percorsi che consegnassero alla storia quella dolorosa vicenda”, ha scritto l’Anpi Vicenza sul proprio sito.
Da molti anni Valentino Bortoloso viveva come ospite presso la struttura residenziale “La Casa” di Schio, dove si è spento nelle scorse ore.





































