I condizionamenti esterni sulla nostra salute alla Scuola del lunedì, ospite Carlo Simionato, psicoterapeuta

Come le condizioni di vita, di lavoro e degli ambienti in cui viviamo condizionano la nostra salute e le nostre malattie

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Scuola del lunedì
Carlo Simionato, medico e psicoterapeuta alla Scuola del lunedì

Facciamo un esperimento: vi chiedo di non mettere in silenzioso i cellulari, ma di spegnerli del tutto”, così ha esordito Carlo Simionato alla Scuola del lunedì, nell’appuntamento settimanale di ieri con la cultura ai Ferrovieri, presso la Biblioteca La Locomotiva. E un monito iniziale: leggere i 10 consigli degli esperti che l’Istituto Superiore di Sanità ha proposto a cittadini e cittadine per un 2026 in salute; tra questi l’invito ad utilizzare smartphone e tecnologie un’ora in meno al giorno.

Medico e psicoterapeuta, Simionato lavora nel campo della formazione e dell’informazione scientifica ed è presidente della Società Medico Chirurgica Vicentina, oltre che segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Psicosomatica. Da qualche anno si occupa di determinanti della salute, convinto che il benessere ed il malessere delle persone sia determinato dalla società e dall’ambiente di vita.

Ma quali sono i fattori che influenzano la nostra salute?

I determinanti sono tutte le condizioni che incidono sullo stato di salute della popolazione umana: i fattori che influenzano la salute, non direttamente sanitari, ma economici, culturali, psicologici, relazionali, politici, ambientali e relativi alla sicurezza.

Una premessa: nel 1946 l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel suo atto costitutivo dichiara che non è possibile parlare di salute includendo solo l’aspetto fisico, ma che è necessario analizzare anche l’aspetto sociale e psicologico. Tutt’oggi però questi ultimi due arrivano spesso in secondo piano.

I determinanti sociali sono interdipendenti e incidono sulla salute:

1. L’aspettativa di vita è legata alla condizione sociale in cui nasci;

2. circostanze sociali e psicologiche possono causare stress negativo a lungo termine;

3. I primi anni di vita gettano le basi per la salute adulta; condizioni economiche e sociali precarie costituiscono la più grande minaccia per la crescita di un bambino;

4. emarginazione sociale: povertà, disoccupazione, mancanza di abitazione favoriscono processi di emarginazione sociale con un impatto negativo sulla salute;

5. il lavoro contribuisce al gradiente sociale della cattiva salute;

6. la disoccupazione mette a rischio salute fisica e mentale;

7. il sostegno sociale: la società nei suoi livelli di disuguaglianza di reddito tende ad avere poca coesione, con conseguenti alti tassi di violenza criminale e di mortalità;

8. le dipendenze da alcool, droghe e fumo sono strettamente associate a indicatori di svantaggi economici e sociali;

9. la cattiva alimentazione è correlata al basso reddito;

10. i trasporti sono legati a isolamento sociale, incidenti, inquinamento.

Alla fine degli anni Novanta vengono analizzati i determinanti sociali e viene studiato quanto i singoli determinanti pesano sulla salute umana: la sanità incide solo per il 10% sulla salute umana.

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La sanità incide solo per il 10% sulla salute umana

Simionato ha poi illustrato come il più elevato grado di mortalità nelle persone con patologie sia correlato alla bassa istruzione. Lo stesso dicasi per i livelli di obesità che appaiono più alti nelle persone meno scolarizzate.

Attraverso l’esposizione di diversi studi effettuati negli anni, il relatore ha parlato poi di “esposoma“, ovvero che la malattia di un individuo è il prodotto della sua storia personale e delle esposizioni. In parole semplici: tutto ciò che viviamo incide sulla nostra salute.

Il peso della solitudine alla Scuola del lunedì

Particolare attenzione è stata dedicata a un fattore di importanza emergente nella nostra società attuale: la solitudine. Soprattutto nella terza età, sono sempre di più le persone che vivono sole e sono prive di relazioni sane con altri individui, una condizione che è in grado di aggravare molte delle sofferenze tipiche del presente.

È stato dimostrato come le relazioni abbassino il livello di stress nelle persone e incidano sull’espressione dei nostri geni. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la solitudine e l’isolamento sociale una epidemia silenziosa e una grave minaccia per la salute globale, paragonabile per impatto al fumo, all’obesità e all’inattività fisica, perché aumenta il rischio di mortalità prematura, malattie cardiovascolari, demenza, ansia e depressione”  dichiara il dottor Simionato.

Tra gli studi pubblicati, cito “Solitudine, salute e welfare” di S. Scelsi, A. De Belvis, G. Banchieri e A. Vannucci, in cui è stato analizzato come il 55% delle persone in Italia si dichiarino a volte o spesso sole, e non si parla solo di anziani (1 persona su 3 soffre di solitudine anche nella popolazione attiva tra i 18 e i 64 anni).

Non c’è dubbio che l’appuntamento con la Scuola del lunedì, attraverso gli incontri culturali, permetta un miglioramento delle condizioni di vita dei partecipanti, grazie a una diffusione della cultura e alla promozione delle relazioni sociali, prevenendo l’isolamento nel quartiere dei Ferrovieri.

Per chi fosse interessato agli argomenti trattati, il prossimo 23 maggio a Vicenza si terrà un convegno dal titolo “Una città per stare bene”; ricordiamo che la città entra quest’anno nella Rete internazionale delle “città sane” dell’OMS, proprio nella logica di spostare l’intervento sulla salute dalla cura (postuma, attraverso la sanità) alla promozione della salute (prevenzione).

La Scuola del lunedì, coordinata da Daniele Bernardini, torna il 23 febbraio con ospite Marco Ferrero che ci racconterà le chiese medievali di Vicenza e provincia.

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