
Il consigliere comunale uscente Nicolò Sterle solleva la questione della gestione degli spazi pubblici ad Arzignano. Al centro della contestazione c’è l’impossibilità di ottenere una sala comunale per organizzare un dibattito sui temi del prossimo Referendum sulla Giustizia, una limitazione che secondo Sterle colpisce direttamente l’esercizio dei diritti democratici in città.
Nonostante la richiesta formale per l’utilizzo di un auditorium, come il recente “Zanella”, la risposta degli uffici è stata negativa. Il motivo risiede nei regolamenti comunali che, ad oggi, vietano di ospitare riunioni ed eventi di carattere politico o elettorale all’interno delle strutture pubbliche.
“È veramente assurdo che in una città di 26.000 abitanti non si possa usufruire, nemmeno a pagamento, di una sala pubblica per esercitare quei diritti di opinione e riunione costituzionalmente sanciti”, attacca Sterle. Il consigliere sottolinea come questa problematica fosse già stata denunciata in passato tra i banchi del Consiglio, senza però trovare soluzione.
Secondo Sterle, queste norme non sono semplici tecnicismi burocratici, ma riflettono lo spirito di chi ha guidato la città negli ultimi anni: “Un’amministrazione che aveva parecchie difficoltà ad accettare e a confrontarsi con il dissenso e le idee altrui”.
In vista delle prossime elezioni di maggio (dopo lo scioglimento del consiglio comunale), l’esponente politico invoca una netta discontinuità: “È veramente il tempo di cambiare e di intervenire anche su questo fatto. Serve aria nuova per garantire che la partecipazione dei cittadini non trovi porte chiuse proprio nelle sedi istituzionali”.


































