
Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo, commenta in maniera critica l’annuncio fatto ieri dal presidente Stefani circa la sottoscrizione degli schemi di intesa su Protezione civile, professioni, previdenza integrativa e commercio estero, nell’ambito del processo per l’Autonomia differenziata, in programma domani, mercoledì 18 febbraio 2026, in Consiglio dei Ministri.
“Sono diventate un po’ troppe le ‘giornate storiche’ per l’autonomia del Veneto“, il senso della critica del consigliere dem, che mette in guardia contro il rischio di un entusiasmo istituzionale non supportato da benefici tangibili per la cittadinanza.
“Abbiamo appreso con interesse che il Presidente, Alberto Stefani, considera la firma di domani a Palazzo Chigi sulle quattro materie ‘non-LEP’ come un passaggio storico”, dichiara Manildo. “Tuttavia, a forza di vivere giornate storiche, il rischio è che ai veneti restino in mano solo i calendari e non i servizi. Chiederemo al Presidente, già nel prossimo Consiglio, di spiegarci se per caso ci stiamo sbagliando noi nel ritenere questo atto l’ennesimo giro a vuoto che non porterà nulla nelle tasche dei cittadini”.
Secondo l’esponente del PD, l’imminente firma sulle quattro materie specifiche richiede un chiarimento sull’efficacia immediata del provvedimento. L’interrogativo sollevato riguarda la capacità di questa “svolta” di generare risorse concrete già nel bilancio corrente per affrontare le urgenze del territorio: dal contrasto al dissesto idrogeologico alla salute pubblica, fino al sostegno alle case di riposo e al potenziamento dei trasporti.
“Il timore è che si stia correndo per piantare bandierine su competenze marginali”, sottolinea Manildo, “evitando i temi che richiedono investimenti nazionali certi. L’autonomia è una cosa seria se migliora la vita delle persone, non se serve a riempire i comunicati stampa”.
Mentre a Roma si formalizzano intese su materie che non prevedono stanziamenti statali aggiuntivi, il capogruppo dem evidenzia il contrasto con le difficoltà locali, citando i tagli ai comuni montani e le sofferenze del sistema sanitario regionale. “Se è davvero un passaggio storico, i benefici si vedano subito nelle poste di bilancio: diversamente, saremo di fronte all’ennesima operazione di marketing politico che lascia i problemi esattamente dove sono”.




































