
Fornaci Rosse in collaborazione con SUNIA Vicenza e ARCI Cosmos lancia l’iniziativa “Lasciateci abitare!”, con 9 azioni che l’amministrazione comunale di Vicenza può impegnarsi a mettere in pratica per tamponare il fenomeno della crisi abitativa.
Il pacchetto di proposte parte dalla necessità di effettuare una puntuale mappatura dello stato di utilizzo del patrimonio edilizio territoriale, che metta in luce il numero di alloggi sfitti e quelli destinati agli affitti brevi, per poi passare a misure fiscali che, attraverso maggiorazioni di IMU o TARI, penalizzino l’inutilizzo ingiustificato di immobili da parte di grandi proprietari privati. Tra le azioni concrete si suggerisce di portare al massimo di legge (0,6%) l’aliquota IMU per le abitazioni di lusso, destinandone il gettito al miglioramento dell’edilizia pubblica, e di modificare il regolamento TARI equiparando gli affitti brevi alle utenze non domestiche come gli alberghi.
Le associazioni spingono inoltre verso il ricorso all’istituto della requisizione per far fronte alle emergenze abitative nei casi di beni abbandonati da grandi proprietari o enti, l’istituzione di uno sportello informativo e legale gratuito sul modello padovano e il potenziamento dell’Osservatorio casa per garantire maggiore rappresentanza ai segmenti più fragili della popolazione, inclusi studenti e stranieri. Infine, si chiede di ampliare le voci di bilancio per l’edilizia pubblica e di farsi portavoce presso Regione e Governo per ottenere strumenti normativi e finanziari adeguati a rilanciare il settore e limitare il fenomeno degli appartamenti lasciati vuoti.
Per Francesco Brasco, segretario del SUNIA Vicenza, il cuore del problema risiede nel “cronico sottofinanziamento dell’edilizia pubblica residenziale”. Un sistema ERP efficiente, secondo Brasco, non solo garantirebbe un diritto fondamentale, ma ridurrebbe la pressione sul mercato privato degli affitti.
“I numeri sono drammatici – prosegue Brasco -. ATER Vicenza, che gestisce 4800 appartamenti in provincia, avrebbe bisogno di 120 milioni di euro per la manutenzione, ma ne ha a disposizione solo 1,2 milioni l’anno. Oltre 650 alloggi provinciali sono inabitabili e non assegnabili. A Vicenza il Comune ha 450 case inabitabili su 1500: Palazzo Trissino non può farcela da solo. Ogni due anni oltre 1000 famiglie hanno diritto alla casa popolare, ma solo tra le 100 e le 200 riescono a ottenerla”.
Giuseppe Rigobello, presidente di Fornaci Rosse, evidenzia come i dati confermino una realtà già vissuta dai cittadini: precarietà abitativa e affitti inaccessibili che, uniti a salari stagnanti e inflazione, espongono soprattutto i giovani a una forte precarietà esistenziale. “Crediamo che alle problematiche di sistema vadano date risposte di sistema – sottolinea Rigobello -. Servono risposte politiche, e Comune di Vicenza, Provincia, Regione e Governo devono fare il possibile per arginare il fenomeno della crisi abitativa”.
Sul tema interviene anche Fabio Todesco, Presidente del Circolo ARCI Cosmos, puntando il dito contro politiche che da anni favorirebbero i proprietari a discapito dei lavoratori precari. “Si crea una frattura: da una parte chi possiede immobili vede crescere il patrimonio; dall’altra chi vive nella precarietà non può accedere all’acquisto né all’affitto, anche a causa della competizione degli affitti brevi”. Per Todesco è urgente una mobilitazione: “Avere una casa dignitosa non dovrebbe essere un premio, ma una condizione minima per costruire il proprio futuro“.


































