
(Adnkronos) – L'edizione 2026 dei Campionati Internazionali Europei Pokémon ha segnato un punto di svolta per il settore degli sport elettronici e delle competizioni basate su carte collezionabili, trasformando l'ExCeL di Londra nel cuore pulsante di una crescita senza precedenti. Con oltre 7.000 concorrenti, l'evento si è imposto come la più grande manifestazione esports mai realizzata nel continente, superando per dimensioni persino le Olimpiadi invernali. "Con 7.000 competitor, questo è l'evento esports più grande di sempre in Europa", dichiara Chris Brown, aggiungendo che una quota di 9.000 o 10.000 partecipanti sia un obiettivo decisamente raggiungibile in futuro. Nonostante il manager non possa ancora confermare le location dei prossimi anni, ribadisce la volontà di individuare spazi capaci di assecondare l'espansione costante della fan base, sottolineando come "con Pokémon, la crescita sia sempre possibile e in continua evoluzione". La complessità tecnica di gestire quattro diversi titoli competitivi contemporaneamente rappresenta una delle sfide più ardue del panorama globale. Il Gioco di Carte Collezionabili ha registrato quasi 5.000 iscritti, mentre il torneo di videogiochi, con 1.600 partecipanti, è diventato il più grande mai disputato al mondo. "Gestire il VGC con 1.400 dispositivi collegati a una rete cablata allestita in soli cinque giorni è qualcosa che nessun altro fa", spiega Brown, evidenziando come ogni categoria presenti ostacoli unici, dalle postazioni LAN per Pokémon UNITE agli iPhone forniti per Pokémon GO. Secondo il dirigente, la vera impresa non risiede solo nel numero di iscritti, ma nel fatto che quasi tutti i 7.000 atleti giochino simultaneamente mentre l'organizzazione garantisce lo streaming in diretta di ogni titolo: "Considerando tutto l'insieme, questo è il torneo esports logisticamente più impegnativo al mondo".
L'Europa si conferma un mercato cruciale non solo per la diversità culturale, con un record di 72 regioni rappresentate, ma anche come terreno di prova per le innovazioni che approderanno ai mondiali. Brown ricorda come proprio a Londra siano stati testati format poi diventati standard, come i panel con gli artisti e le prime gare di cosplay. In occasione del trentesimo anniversario, l'attenzione si sposta su Pokémon XP, che si terrà a San Francisco il prossimo agosto in concomitanza con le finali mondiali: un progetto ambizioso nato per unire l'intera community oltre l'aspetto puramente agonistico. "Il nostro obiettivo con Pokémon XP è riunire il mondo di Pokémon e ci aspettiamo che sia il nostro show più grande di sempre, con una previsione di 50.000 partecipanti", afferma Brown. Il successo degli eventi poggia su una collaborazione serrata con gli sviluppatori per integrare i contenuti in tempo reale nel circuito competitivo. Dalle modalità draft di Pokémon UNITE all'inclusione dei punti campionato nelle ladder di Pokémon GO, ogni novità viene supportata per riflettere il meta corrente. Guardando ai prossimi trent'anni, le ambizioni di Brown superano i confini dei centri congressi per puntare ai grandi stadi del calcio. "Siamo partiti dalle sale da ballo degli hotel, siamo passati ai centri congressi e ora guardiamo alle arene da 20.000 posti", osserva il manager, concludendo con una visione audace per il futuro a lungo termine: "Se penso ai prossimi trent'anni, mi chiedo cosa significherebbe riempire uno stadio come Wembley: credo che potremmo farcela". E quando Brown risponde a una domanda più personale, emerge in tutta la sua forza come Pokémon sia un fenomeno intergenerazionale: "Il mio Pokémon preferito? Charizard, senza dubbio. Ho iniziato a giocare a dieci anni. Avevo Pokémon Rosso, Charmander è stato il mio starter e Charizard faceva parte della prima squadra con cui ho battuto i Superquattro. La classica storia, insomma. Devo dire però che mia figlia ha due anni e mezzo e l'abbiamo fatta gattonare per farle scegliere il suo starter: ha scelto Squirtle".
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