Vicenza: l’artigianato tiene nel 2025 ma perse 68 imprese nel 2025, vola il digitale

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Nel 2025 la provincia di Vicenza ha perso 68 imprese artigiane, un dato che emerge dall’ultima analisi del Centro Studi di Confartigianato Imprese Vicenza.

Nonostante il segno meno, il quadro che emerge è quello di una sostanziale tenuta del sistema produttivo berico: il tasso della dinamica imprenditoriale rimane infatti quasi invariato (-0,3%), una flessione che risulta dimezzata rispetto al -0,8% registrato nel 2024.

A fine 2025 le imprese artigiane registrate nel vicentino sono 22.477. Il saldo negativo di 68 unità è il risultato di 1.319 nuove iscrizioni a fronte di 1.387 cessazioni. Un segnale incoraggiante arriva proprio dal ricambio: le nuove aperture sono cresciute dell’1,5%, mentre le cessazioni sono calate del 5,8% rispetto all’anno precedente.

L’analisi settoriale: tiene il terziario, soffre il manifatturiero

Entrando nel dettaglio, Vicenza rileva una crescita nei Servizi alle persone (+0,7%) e nei Servizi alle imprese (+0,2%). Stabile il comparto delle Costruzioni (0,0%), mentre il settore Manifatturiero continua a presentare una variazione negativa (-1,7%), sebbene più contenuta rispetto al -2,4% dell’anno precedente.

Per quanto riguarda la forma giuridica, si osserva un calo delle società di persone (-2,9%) e di capitali (-0,5%), mentre tornano a crescere le ditte individuali (+0,4%).

A livello territoriale, le flessioni più marcate si registrano nell’Area Berica (-0,7%) e nell’Area Vicenza (-0,5%). Sostanzialmente stabili l’Alto Vicentino (-0,2%), il Nord Est e l’Ovest vicentino (entrambi -0,1%).

I “driver” della crescita: software e sostenibilità

L’indagine individua 12 settori “driver” che viaggiano in controtendenza, con un saldo positivo di +200 unità. Il più dinamico è quello della produzione di software e consulenza informatica (+7,2%), seguito dai servizi per edifici e paesaggio (+5%) e dalla manutenzione di macchinari (+3,9%).

Allungando lo sguardo al quinquennio 2019-2024, emerge come l’artigianato vicentino stia cavalcando la doppia transizione digitale e green. Se il comparto totale ha perso il 4,9% delle imprese, i settori innovativi sono cresciuti del 6,5% (+300 unità). In particolare, spicca il cluster dell’Abitare sostenibile (+18,5%) e quello di Tecnologia e digitale (+15,5%). Crescita a doppia cifra anche per la Creatività (+35,1%) e l’Ambiente (+14,3%), mentre nel Benessere si registra il boom di tatuatori e istituti di bellezza.

Il commento di Cavion (Confartigianato Vicenza): “Imprese flessibili e più strutturate”

“I dati evidenziano che le imprese artigiane hanno saputo leggere i cambiamenti in atto, riorganizzandosi e strutturandosi per essere più flessibili”, commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion. “Un lieve saldo negativo è fisiologico, considerata anche l’evoluzione demografica. Ambiente e tecnologia sono stati ben intercettati grazie agli investimenti in formazione e competenze”.

Cavion conclude con una nota positiva sull’occupazione: “Siamo molto soddisfatti nel vedere che, a fronte di un saldo delle imprese quasi a pareggio, il totale degli occupati aumenta. È il segno di una maggiore strutturazione delle nostre realtà produttive”.