Schio, non solo la presidenza: scontro totale su rifiuti e centro sociale Arcadia

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Centro sociale arcadia schio consiglio comunale

 munariMentre il Consiglio comunale di Schio si prepara a tornare in aula oggi, mercoledì 25 febbraio, per sbloccare l’impasse sull’elezione del successore di Valter Orsi, la seduta di lunedì ha lasciato sul campo due fronti caldissimi: la nuova gestione dei rifiuti e il durissimo scontro politico sul centro sociale Arcadia.

L’amministrazione ha confermato ufficialmente la fine dell’era dei cassoni stradali per ingombranti e verde, una scelta dettata da costi insostenibili e nuove normative. L’assessore all’Ambiente, Alessandro Maculan, ha spiegato che il sistema basato sui volontari non è più a norma:

“Si tratta di siti che, secondo la normativa vigente, si collocano in una posizione borderline perché la gestione dei rifiuti richiede presidi qualificati, vigilanza continua e operatori professionalizzati. Finora il servizio è stato possibile grazie al supporto di volontari, un modello non più compatibile con gli standard richiesti oggi. Garantire una sorveglianza professionale comporterebbe costi che ricadrebbero sulla TARI.”

La soluzione sarà il nuovo Parco del Riciclo di via Cazzola, in apertura ad aprile, che garantirà accessi sei giorni su sette e servizi h24 per alcune frazioni. L’assessore ha poi rassicurato sulla gradualità dei cambiamenti: “L’ecocentro di Magrè rimarrà operativo almeno fino a settembre 2026, con l’ipotesi di trasformarlo in un sito dedicato solo a verde e ramaglie.”

Il sindaco Cristina Marigo ha difeso la scelta: “Il nostro dovere è garantire servizi sicuri e conformi alle norme, senza scaricare costi aggiuntivi sulle famiglie. Con il Parco del Riciclo e i servizi a chiamata ci sarà un’evoluzione in termini di qualità.”

Il clima si è surriscaldato sulla mozione presentata da Fratelli d’Italia per chiedere un’istruttoria amministrativa sulla concessione del centro sociale Arcadia. La maggioranza ha respinto la richiesta, scatenando l’ira del centrodestra.

“Siamo di fronte all’ennesima manifestazione di ipocrisia istituzionale. Questa maggioranza si nasconde dietro a pareri legali parziali per non ammettere le proprie responsabilità. Si chiede l’apertura di un’istruttoria amministrativa, non di risolvere il contratto il giorno dopo. Confondere le due cose è un modo per evitare di affrontare il merito,” ha dichiarato il consigliere Gianmario Munari.

Ancora più duro il capogruppo Alex Cioni, che ha accusato la Giunta di tollerare illegalità in città, citando anche alcuni immobili in via Manin: “Sentirci dire dall’Assessore Gianesini che loro non sono investigatori è l’ammissione definitiva di una Giunta che ha deciso di fare il ‘passacarte’ per non disturbare certi ambienti. In quegli immobili, che il Comune sa essere inagibili, vengono organizzati eventi pubblici. Questa è la prova lampante di un’amministrazione che tolleranza zone franche.”

Cioni ha concluso con un attacco diretto alla genesi del rapporto con il centro sociale: “Queste complicanze giuridiche sono la conseguenza di un bando confezionato su misura tre anni fa. Oggi vi rifiutate persino di verificare se il contratto venga rispettato. Prendiamo atto che la maggioranza ha scelto il collaborazionismo politico con l’antagonismo radicale”.