Clima, il Veneto capofila di “Life Adact”: Cristina Guarda (AVS) attacca il centrodestra

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L'eurodeputata Cristina Guarda

Il progetto Life ADACT ITALY (ne abbiamo scritto), che vede la Regione Veneto nel prestigioso ruolo di capofila nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici ha generato una reazione critica dell’eurodeputata vicentina di Alleanza Verdi e Sinistra, Cristina Guarda, che pur riconoscendo il valore tecnico degli strumenti europei, mette in guardia da possibili strumentalizzazioni.

Se da un lato la Giunta Regionale ha presentato il piano da 23 milioni di euro come una svolta dall’altro l’eurodeputata solleva forti dubbi sulla coerenza politica dell’operazione.

“I progetti LIFE sono strumenti preziosi, ma non possono diventare la ‘cauzione verde’ per ripulire la coscienza di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, dopo che per anni hanno smantellato sistematicamente ogni vera misura di contrasto alla crisi climatica in Veneto” ha dichiarato l’europarlamentare di AVS.

Guarda punta il dito contro la discrepanza tra gli annunci locali e le posizioni politiche assunte dai partiti di maggioranza su scala più ampia. “Apprezzo la visione che la neo-assessora Elisa Venturini (FI) sta cercando di imprimere, ma la coerenza politica non è un optional. Il problema resta l’uscita dalle fonti fossili: non si può fare finta di fare prevenzione e poi sostenere le trivellazioni nell’Adriatico o le politiche negazioniste di Trump sul clima“.

L’eurodeputata ricorda inoltre le battaglie portate avanti in Consiglio Regionale prima del suo approdo a Bruxelles: “Sperimentare e finanziare interventi per la gestione idraulica basata sulla natura è fondamentale per il nostro territorio. Ma ricordo che per anni la Giunta ha bocciato ogni mio emendamento in materia, nonostante fossero proposte tecnicamente solide e urgenti. Ora la maggioranza usa i fondi europei per darsi una parvenza ‘green’, ma intanto continua a spingere sull’aumento della dipendenza dal gas invece di investire seriamente sulle rinnovabili nei nostri comuni”.

Secondo Cristina Guarda, il rischio è che si intervenga sugli effetti del cambiamento climatico (la mitigazione idraulica come nel caso del cantiere pilota di Padova) ignorando le cause. “La mitigazione è fondamentale, ma da sola non basta se continuiamo a gettare benzina sul fuoco della crisi climatica. Ci aspettiamo che questo progetto segni un vero cambio di rotta politico anche a Bruxelles e Roma: smettetela di votare contro le leggi sul clima. Per quanta mitigazione si faccia, se non usciamo dalle fossili sarà tutto inutile“.

L’invito finale della rappresentante vicentina a Bruxelles è un appello alla responsabilità legislativa: non basta gestire l’emergenza idraulica se, contemporaneamente, si ostacolano le normative europee nate per decarbonizzare l’economia.