Biogas selvaggio in Veneto, l’allarme di Szumski: “Basta speculazioni sulla nostra agricoltura”

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Riccardo Szumski, capogruppo di Resistere Veneto in Consiglio regionale

Siamo entrati nell’era del biogas selvaggio“, dichiara il capogruppo di Resistere Veneto in Consiglio della Regione Veneto, Riccardo Szumski. “Le associazioni dei coltivatori – aggiunge – mi riferiscono di un proliferare di impianti a biometano senza più nessun controllo, mentre sono quasi un migliaio le aziende agricole e zootecniche esposte a gravi difficoltà in balia della speculazione di chi investe in nuovi impianti a prescindere dall’attività agricola. C’è il rischio di sostituire l’agricoltura con impianti di energia e leggo nella stampa che anche il collega Roberto Marcato sottolinea che ‘più volte è stato accertato come dietro a queste presunte aziende agricole in realtà ci siano fondi esteri speculativi’. Chiedo come mai nessuno è intervenuto”.

Szumski aggiunge: “Il gruppo Resistere Veneto non è avverso alle nuove tecnologie o alla produzione di energia alternativa, ma non possiamo permettere che questi impianti di biogas nascano senza una programmazione e che vengano, addirittura, alimentati da prodotti agricoli che non siano del territorio. In questo modo si finisce per smaltire scarti di altri e a beneficio di altri, tranne che per i nostri agricoltori.

La Giunta veneta – prosegue il consigliere -, favorisca gli impianti biogas di origine e alimentazione agricola legati al territorio che, tra l’altro, contribuiscono alla fertilità delle terre e alla produzione di energia sostenibile, con particolare attenzione a fermare immediatamente tutti gli altri speculatori.

Oggi, per l’agricoltura serve una visione di insieme e solo la Regione è in grado di coordinare interventi e apportare correzioni. Un altro esempio riguarda i nitrati: circa l’80% della pianura veneta è classificata come Zona Vulnerabile ai Nitrati, ma le restrizioni, sia europee che nazionali, sono talmente rigide che anche la mitigazione dei costi attuata dalla Regione non funziona. Non si comprende, poi, perché l’UE inserisce l’Italia sotto infrazione mentre concede proroghe anche di tre anni all’Olanda. Evidentemente chi ha amministrato finora non è stato capace di supportare, anche a livello europeo, le aziende agricole e zootecniche del Veneto”, conclude il consigliere.