Nordest, scende la disoccupazione ma sale la povertà: il lavoro povero al centro del convegno promosso dalla Diocesi di Vicenza

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I relatori al convegno sul lavoro povero promosso dalla Diocesi di Vicenza

Il lavoro c’è, sono i soldi che mancano: è questa, in estrema sintesi, la fotografia del Nord-Est secondo le ultime indagini di Caritas Italiana illustrate nel corso di un convengo promosso dalla diocesi di Vicenza dal titolo “Il lavoro povero, un fenomeno in aumento – Disuguaglianze sociali e percorsi di inclusione”.

Nunzia De Capite

Nunzia De Capite, sociologa ed esperta di politiche sociali di Caritas Italiana, ha tracciato un quadro preciso della situazione: la disoccupazione è scesa dall’8% al 4% (fonte ISTAT RFL), ma nello stesso tempo la povertà assoluta è quasi raddoppiata, passando da circa il 4% al 7,6% (fonte ISTAT 2024). Il lavoro non è più garanzia di sicurezza economica, e parliamo di esistenza normale, non certo di spese superflue: oltre il 10% dei lavoratori in Italia è a rischio povertà (la media UE dell’8,2%); un lavoratore su quattro ha una retribuzione bassa, valore che supera il 50% se si parla dei lavoratori part-time; è a rischio povertà oltre il 20% delle famiglie monoreddito. Nel Nord-Est il lavoro c’è, ma avere un impiego non significa automaticamente avere una vita dignitosa. «Salari bassi, part-time involontario, discontinuità e lavoro grigio – spiega Di Capite – producono redditi insufficienti e carriere contributive fragili. Non è solo lavoro che paga poco: è lavoro che non protegge nel presente e nel futuro. La sfida è, quindi, rendere il lavoro regolare, stabile e sufficiente per vivere».

Il direttore di Caritas Diocesana Vicentina don Enrico Pajarin conferma l’aumento del fenomeno dei cosiddetti “working poor”: «Persone che pur avendo un lavoro, non riescono a far fronte al pagamento di affitti o bollette o delle spese per la salute o, ancora, per le attività educative e sportive dei minori e si rivolgono a noi per chiedere un aiuto».

Il dibattito è stato introdotto dai saluti istituzionali del vescovo di Vicenza mons. Giuliano Brugnotto (qui testo completo), che ha ricordato che una società è giusta quando non lascia indietro chi, pur impegnandosi, resta in condizione di vulnerabilità: «Come comunità cristiana – ha dichiarato – vogliamo essere presenti non soltanto con l’assistenza, pur necessaria, ma anche con una vicinanza che si fa attenzione ai processi, promozione della persona, costruzione di legami, stimolo alla corresponsabilità.»

All’incontro hanno partecipato anche Filippo Pagano, direttore INPS per il Veneto, che ha offerto un focus sulle misure a sostegno delle persone in condizioni di fragilità, attraverso il progetto “INPS per l’inclusione”, e Paola Roma, assessore regionale ai Servizi sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche abitative, con un intervento intitolato “Le politiche abitative regionali per i lavoratori a basso reddito”.

È seguita una tavola rotonda sul ruolo dei sindacati e del terzo settore, cui hanno partecipato don Enrico Pajarin, Laura Moro di Communitas, Alessandra Bertazzoni, relationship manager DAY, Salvatore Federico di Kairos 24 a.p.s. e Stefania Botton, della segreteria CISL del Veneto.

Botton, parlando del lavoro povero nel NordEst, ha sottolineato le problematiche legate ai contratti (troppe zone grigie dove il lavoratore non è tutelato) e i fattori economici, in primis l’erosione dei salari a causa dell’inflazione e del carovita. La strada però, secondo Botton, non è il salario minimo per legge, che rischierebbe di livellare verso il basso i diritti dei lavoratori, semmai sarebbe importante «il rafforzamento della contrattazione, estendendo i contratti “leader” firmati dai sindacati più rappresentativi per eliminare il lavoro grigio; misure strutturali come la riduzione del cuneo fiscale, gli aumenti salariali e la diffusione del welfare contrattuale; implementazione degli organici degli ispettorati per controlli puntuali negli appalti e politiche attive che offrano percorsi di vera occupazione».

Alla tavola rotonda ha partecipato anche Elisa Golin, componente del consiglio direttivo della Fondazione Diakonia Vicenza ETS (ente gestore dei servizi di Caritas Diocesana Vicentina), che ha illustrato due progetti volti al contrasto della povertà: A.S.T.R.I., che in tre anni ha formato 40 donne disoccupate per qualificarle come assistenti familiari a supporto di circa 150 anziani in condizione di fragilità; l’Emporio Solidale Caritas, che offre beni primari a persone e famiglie in difficoltà segnalate dai servizi Caritas o dai servizi sociali del territorio.